Come lista civica +Gallarate, abbiamo letto le motivazioni che hanno spinto il consigliere Thomas Valentino alle dimissioni. Nelle sue parole, intrise di una palese insofferenza, emerge il ritratto di un uomo che, abituato a contesti manageriali, sembra non aver mai realmente accettato le dinamiche – a volte lente, a volte faticose, ma essenziali – della democrazia rappresentativa.
Ci colpisce, in particolare, il giudizio tranciante con cui liquida l’esperienza in assise, parlando di “nulla”. È un attacco frontale non solo al Consiglio Comunale nella sua interezza, ma implicitamente proprio a quei colleghi di maggioranza con cui ha condiviso il percorso. Se da un lato il ruolo dell’opposizione è quello di criticare politicamente l’operato dell’amministrazione, dall’altro restiamo basiti nel notare come il vero disprezzo verso il lavoro svolto in questi anni arrivi proprio dall’interno, da chi evidentemente si sentiva fuori posto in un luogo dove l’ascolto e il confronto dovrebbero prevalere sul comando. A differenza sua, noi crediamo nel valore delle istituzioni, anche quando il dibattito è aspro. Definire “il nulla” il luogo della rappresentanza cittadina denota una scarsa considerazione per il voto degli elettori che lo hanno portato lì.
Non possiamo poi non notare una coincidenza temporale quanto meno singolare. La figura del consigliere, sovente defilata nei dibattiti sui problemi quotidiani della città, ha sempre trovato vigore e presenza quando si trattava di discutere del nuovo Palazzetto dello Sport. Oggi che l’iter è concluso e che la città si appresta a un investimento pubblico di 6 milioni di euro per una struttura che – è oggettivo – sarà fondamentale per l’attività sportiva che più lo appassiona, il suo interesse per la “cosa pubblica” sembra essersi improvvisamente esaurito. Ottenuto il risultato, il sipario cala.
Salutiamo dunque Thomas Valentino, augurandogli il meglio per le sue attività future. Lo facciamo però con l’auspicio che questa esperienza gli lasci un insegnamento, forse più prezioso del palazzetto stesso: la politica non è un consiglio di amministrazione dove si ratificano decisioni prese altrove o si perseguono obiettivi settoriali. La politica è servizio, pazienza e rispetto per la collettività intera. Se per lui tutto questo è stato “il nulla”, forse le dimissioni sono state l’atto più coerente del suo mandato.
La Lista Civica +Gallarate
Gallarate, si è dimesso Valentino: «Non ero più me stesso». Tocca a Di Trani
