CASSANO MAGNAGO – «Smentire formalmente le affermazioni rese, ristabilire la verità dei fatti e segnalare l’assoluta gravità della narrazione pubblica adottata». Così Sieco risponde duramente al sindaco Pietro Ottaviani e al Comune di Cassano Magnago. Il riferimento va allo sfogo che il primo cittadino ha affidato ai canali social istituzionali, denunciando – testualmente – che «lo stato di degrado ha ormai raggiunto livelli di criticità non più tollerabili». Un attacco al servizio di raccolta dei rifiuti, che ora viene preso di petto dalla società: «Due anni senza contratto. Senza affidamento. Senza atti. E oggi ci si indigna perché il servizio, comunque garantito, non è “all’altezza”?», riporta la nota firmata dall’amminsitratore unico Fabio Giordani. «Il paradosso è servito. Il servizio, invece, continua. Ma non all’infinito».
Il divorzio. Un altro capitolo
Si tratta dell’ennesimo capitolo di uno scontro aperto tra il Comune di Cassano Magnago e Sieco, che si è già bruscamente chiuso dopo mesi e mesi di liti: lo scorso anno sono scesi in campo gli avvocati e la società ha ufficialmente divorziato dall’ente locale, ex socio di maggioranza e suo fondatore. E nel 2026, infatti, è previsto il bando che porterà a individuare il nuovo gestore del servizio.
La nota di Sieco
Nel frattempo, però, la scontro continua. Ecco la nota ufficiale diffusa alla stampa da Sieco, che in cinque punti prende posizione:
In merito alla comunicazione diffusa in data odierna dal Comune di Cassano Magnago, a firma del Sindaco Pietro Ottaviani, relativa a presunti disservizi nel servizio di igiene urbana, S.I.ECO S.r.l. ritiene doveroso intervenire per smentire formalmente le affermazioni rese, ristabilire la verità dei fatti e segnalare l’assoluta gravità della narrazione pubblica adottata.
1. Nessun contratto in vigore: è anche per questo che il Comune è stato escluso dalla compagine sociale
Contrariamente a quanto affermato nella nota comunale, nessun contratto di servizio è attualmente in vigore tra S.I.ECO e il Comune di Cassano Magnago. Il rapporto contrattuale è cessato il 31 dicembre 2023, a seguito del recesso formale comunicato dallo stesso Comune
già nel giugno 2023. A fronte di questa cessazione e dell’assenza di qualsiasi nuovo affidamento, la Società, come previsto dal proprio Statuto, ha dovuto procedere, in data 29 luglio 2024, all’esclusione del Comune dalla compagine sociale, per il venir meno del presupposto essenziale della partecipazione: la sussistenza di un affidamento attivo del servizio. Da quel momento, nessun atto di proroga, nessuna ordinanza, nessun contratto ponte o delibera di affidamento temporaneo è stato adottato. Eppure, S.I.ECO ha continuato a garantire, in condizioni di totale incertezza, la prosecuzione di un servizio pubblico essenziale.2. La clausola di continuità non può coprire una transizione infinita
Il Comune richiama, nel proprio comunicato, la clausola contrattuale che imponeva al gestore uscente la prosecuzione del servizio in via temporanea. Una clausola eccezionale, pensata per coprire un breve lasso di tempo, necessario ad avviare e concludere un nuovo iter di
affidamento. Peccato che quella “transitorietà” sia iniziata il 31 dicembre 2023 e oggi siamo al 9 gennaio 2026. Oltre due anni di gestione “provvisoria” senza contratto, senza proroga, senza un solo atto formale che giustifichi l’operato del gestore. L’ultimo impegno di spesa è scaduto il 31 dicembre 2025 e ad oggi non esiste alcuna copertura attiva per le attività che la Società continua a svolgere.3. Ci sono voluti due anni per bandire una gara, oggi ancora senza aggiudicazione
Il Comune di Cassano Magnago ha impiegato oltre due anni dal recesso per pubblicare una nuova gara d’appalto, esperita solo sul finire del 2025. Due anni di vuoto procedurale, senza indirizzi, senza affidamenti, senza coperture. Oggi le procedure di aggiudicazione sono ancora in corso, e nel frattempo il servizio viene garantito senza contratto, senza titolo, senza corrispettivo definito. In questo scenario, suona davvero singolare l’indignazione dell’Amministrazione per presunti disservizi, come se la piena efficienza fosse compatibile con l’assenza di qualsiasi cornice giuridico-amministrativa.4. Nessuna “scusa”: solo fatti, documentati da due anni
La Società respinge con decisione l’accusa di aver addotto “giustificazioni inaccettabili”. Le difficoltà operative, laddove presenti, sono conseguenza diretta di una gestione imposta senza contratto e senza regole certe, come ampiamente documentato in numerose comunicazioni ufficiali già trasmesse all’Amministrazione comunale e agli organi competenti.5. Chi gestisce davvero con senso civico
Invece di evocare impropriamente il “senso civico” dei cittadini, sarebbe forse il caso di applicarlo in sede amministrativa, rispettando la funzione pubblica e garantendo ai gestori gli strumenti minimi per operare in condizioni regolari. Perché il senso civico non è solo raccogliere i rifiuti da terra. È anche fare in modo che chi li raccoglie abbia un contratto, un mandato, e una copertura per svolgere il servizio in modo dignitoso. Alla luce delle dichiarazioni rilasciate e del danno reputazionale arrecato, S.I.ECO chiede formalmente al Comune di Cassano Magnago una rettifica pubblica, affinché si dia corretta rappresentazione dei fatti e si ripristini un minimo di correttezza istituzionale.Due anni senza contratto. Senza affidamento. Senza atti. E oggi ci si indigna perché il servizio, comunque garantito, non è “all’altezza”? Il paradosso è servito. Il servizio, invece, continua. Ma non all’infinito.
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