LEGNANO – La Manifattura di Legnano (nelle foto) apre all’Università Statale di Milano. È questa la sorpresa annunciata dal sindaco Lorenzo Radice in chiusura del mandato amministrativo e prima di ufficializzare la propria ricandidatura alla guida della città nelle elezioni amministrative di primavera. Con un asso nella manica.
Il progetto, che colmerà una lacuna storica della Città del Carroccio quale l’assenza di un polo universitario, sarà illustrato alla presentazione dell’intesa fra l’Università degli Studi del capoluogo, Città Metropolitana di Milano e Comune di Legnano. Obiettivo: realizzare un nuovo insediamento universitario negli spazi dell’ex Manifattura. A quanto risulta, l’orientamento sarà quello medico-scientifico.
Firma dell’intesa la prossima settimana
L’annuncio – davvero una sorpresa – è arrivato oggi, mercoledì 4 febbraio, giorno del passaggio in città della fiamma olimpica. La presentazione dell’insediamento sarà oggetto di una conferenza stampa la prossima settimana nella Sala Stemmi di Palazzo Malinverni cui parteciperanno il sindaco Radice, Marina Brambilla, rettrice dell’Università degli Studi di Milano, Angelo Casertano, direttore generale dell’Università, Francesco Blasi, prorettore ai rapporti con il sistema sanitario dell’ateneo, Giorgio Mantoan, consigliere delegato a sviluppo economico, politiche giovanili, rapporti con sistema delle università, forestazione urbana e coordinamento fondi europei di Città Metropolitana e l’assessore all’urbanistica Lorena Fedeli.
In un secondo tempo saranno illustrate nel dettaglio le ricadute urbanistiche dell’insediamento universitario sul territorio cittadino: ricadute di grande rilevanza a partire da viabilità, parcheggi, servizi collegati e indotto, senza contare gli effetti a lungo termine sul piano formativo, culturale, economico e occupazionale.
Un’“ingombrante” area dismessa di grande valore
Inaugurata nel 1903 e a lungo fra le più importanti aziende tessili cotoniere della Lombardia e d’Italia, la Manifattura Legnanese chiuse i battenti nel nuovo millennio. Il complesso, esteso su più di 40.000 metri quadrati, è una vera e propria città nella città: a pochi passi dal centro (l’ingresso principale dà su via XXV Aprile, che fa parte della Ztl del centro), le mura che lo circondano nascondono capannoni e uffici dismessi ma in buone condizioni, insieme a numerose altre strutture che vi furono edificate – dal convitto a una chiesa, dal teatro alla villa padronale – alcune delle quali tutelate dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per il loro valore storico, architettonico e identitario. Iconica l’altissima ciminiera (nella foto qui sopra) di quasi 80 metri, componente imprescindibile della skyline cittadina.
Fra i simboli produttivi di Legnano, con i suoi edifici in mattoni rossi che furono portati, insieme ai piani di costruzione, direttamente dall’Inghilterra teatro della seconda rivoluzione industriale, la Manifattura è da anni al centro del dibattito politico sul suo riutilizzo. Nell’ultima campagna elettorale, fra le ipotesi spuntò quella di un mercato coperto. Ora, con il coinvolgimento della Università Statale di Milano, il destino di quella che è stata ribattezzata “Manifutura” prende una direzione inattesa, destinata ad arricchire ulteriormente la città sotto il profilo dell’alta formazione: agli istituti superiori, che richiamano ogni giorno migliaia di studenti anche da altri comuni, e agli istituti tecnici superiori (Ifts) di recente costituzione si aggiunge così un polo universitario di primaria importanza, che all’ombra del Guerriero finora è sempre mancato, a differenza di altre città dei dintorni come Busto Arsizio e Saronno, oltre alla vicina Castellanza.
Più spazio ai giovani nel premio di poesia Tirinnanzi. Festa del dialetto con Bulfaro
