LUINO – Venti domande all’amministrazione sul recupero dell’ex Ratti. Le ha presentate il consigliere comunale di Azione civica per Luino e frazioni Furio Artoni, in un’interrogazione indirizzata al sindaco Enrico Bianchi. Il volto degli Stati Generali del centrodestra per Luino, in corsa per le prossime elezioni, chiede chiarezza in merito al progetto di rigenerazione.
La storia
Del futuro dell’ex Ratti in città si parla da anni: il tema è stato affrontato in diversi convegni dedicati alle prospettive del turismo sul lago promossi dalla Grand Luino srl, la società che ha acquistato l’area e che intende farne un nuovo polo turistico, attraverso un progetto intitolato “Lago Maggiore 2030”. Ma l’iter procedurale, scrive Artoni, «risulta in fase di stallo tra la proprietà Grand Luino srl, il Comune di Luino e la Sovrintendenza, con tempistiche indefinite per l’avvio effettivo dei lavori di demolizione e bonifica». Da qui l’interrogazione in 20 punti, in cui Artoni chiede risposte sull’iter amministrativo e urbanistico, sulla bonifica ambientale, la sicurezza pubblica, gli accordi finanziari e il contratto di sviluppo con Invitalia, gli oneri finanziari e i contenziosi a carico del Comune e infine trasparenza e partecipazione.
La nota di Artoni
38.000 metri quadri sul lungolago. Un ex colosso industriale del 1869 ridotto a rudere pericolante. Promesse di resort a 5 stelle e 370 appartamenti. E un silenzio assordante sulle cose che contano davvero. Un rimpallo di ricorsi al Tribunale e spese giudiziarie. Perché tutto questo? Togliere di mezzo quel rudere è sicuramente un atto dovuto, costruire un’area di interesse turistico anche, e allora?
Ho depositato oggi un’interrogazione consiliare che farà discutere. Venti domande precise, tecniche, scomode. Quelle che ogni Luinese dovrebbe farsi quando sente parlare di “Lago Maggiore 2030” tra convegni patinati e rendering da sogno.
Esistono i permessi per partire? Nel frattempo, i Vigili del Fuoco mettono reti di protezione perché cadono calcinacci su Viale Dante.
Bonifica: 150 anni di industria tessile. Solventi, coloranti, metalli pesanti, amianto. In che situazione si trova il suolo ed il sottosuolo?
Si parla di contratti di sviluppo milionari. Contributi ecc. Il Consiglio Comunale è stato informato o lo scopriremo sui giornali?
Obblighi del privato, garanzie, penali, cessioni di aree: carta canta. Ma la convenzione è stata firmata o siamo ancora alle chiacchiere?
I cittadini hanno diritto di sapere. Stiamo parlando di un’area strategica per la nostra città. Un’area che ha segnato il passato e che potrebbe qualificare il futuro di Luino.
Luino merita un futuro, non un altro cantiere eterno o peggio, un altro ecomostro incompiuto. Per questo ho chiesto che la risposta sia pubblica, documentata e discussa in Consiglio Comunale con tutti gli enti coinvolti. Nell’interesse di tutte le parti interessate e soprattutto dei Luinesi.
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