Sposarsi in Comune a Sesto, tariffe più alte? «Necessario». Ma c’è l’opzione gratis

SESTO CALENDE – Sposarsi in Comune a Sesto Calende, da ora, sarà gratis se almeno una persona della coppia è residente in città. A cui si aggiungono alcune condizioni. Questo, in sintesi, il risultato raggiunto all’ultimo consiglio comunale. Con una mozione, l’opposizione di Siamo Sestesi – formata da Lega e Forza Italia – aveva chiesto di rivedere l’aumento delle tariffe (in alcuni casi, addirittura raddoppiate) inserite nel nuovo disciplinare per la celebrazione dei matrimoni civili, approvato pochi mesi fa dalla giunta del sindaco Elisabetta Giordani. Maggioranza e minoranze, alla fine, hanno fatto sintesi. E tra emendamenti e contro-emendamenti, il documento è passato all’unanimità.

Il motivo degli aumenti

Prima il sindaco ha spiegato i motivi «tecnici e politici» che hanno portato all’adeguamento – «che non è generalizzato ma è ponderato» – delle tariffe: «L’obiettivo non è di gravare sui cittadini ma garantire un equilibrio tra la sostenibilità dei servizi e il mantenimento di uno standard qualitativo per i momenti così significativi», ha detto. Provvedimento, quindi, «necessario per coprire almeno parzialmente i costi che il Comune sostiene per ogni celebrazione». Costi che sono vari, tra cui vengono ricordati la manutenzione, il personale, la gestione o i consumi. Ha poi aggiunto che «le tariffe di Sesto, nonostante gli aumenti, restano in linea – e in molti casi sono ancora inferiori – a quelle applicate dai Comuni della stessa area geografica e turistica, come Arona e Angera».

Gratis per i residenti. Le condizioni

Per Marco Limbiati (FdI), «il palazzo comunale deve essere sempre di più la casa dei cittadini: accogliente e accessibile, non distante e onerosa. Negli ultimi mesi l’amministrazione ha imboccato una strada diversa, quella dei rincari». Sulla stessa linea Marco Colombo (Lega), che ha quindi chiesto di «concedere gratuitamente questa possibilità ai sestesi». Possibilità accolta, in parte, da Giordani. La seduta è stata infatti sospesa brevemente per permettere alle due fazioni politiche di trovare una quadra. Il risultato è che la cerimonia in Comune sarà gratuita (invece che al costo di 100 euro) nel caso in cui uno dei due sposi fosse residente. E a delle condizioni: che il matrimonio si svolga durante l’orario lavorativo dei dipendenti comunali e nelle sale dedicate. Oltre a mantenere, come è emerso alla fine del dibattito, una «distinzione netta e agevolata nel tariffario comunale tra residenti e non, per tutelare il diritto dei sestesi di usufruire dei servizi demografici e istituzionali a costi accessibili».

Il lancio del riso

Il leghista Colombo ha inoltre chiesto di «reintrodurre la possibilità di lanciare il riso». La replica del sindaco: «Il divieto per riso, coriandoli o confetti riguarda il cortile e le sale, come era già presente a nel disciplinare precedente». E ancora: «Il lancio fuori dai portoni si fa tranquillamente».

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