Il 5 maggio della Lega di Busto: convocato il direttivo, c’è da reagire al rimpasto

BUSTO ARSIZIO – Sarà il direttivo cittadino, allargato anche a consiglieri e assessori e alla presenza del segretario provinciale Andrea Cassani (e di quello “nazionale” Massimiliano Romeo?), a definire la reazione della Lega al blitz con cui il sindaco Emanuele Antonelli ha tolto un assessore al Carroccio – quello di Alessandro Albani – per assegnarlo al suo partito, Fratelli d’Italia, nominando Claudia Cozzi con la delega alla sicurezza. Il vertice in sezione in via Culin è stato convocato per martedì sera, 5 maggio.

Il destino in una data

Per non rischiare di far risuonare i versi – “Ei fu. Siccome immobile…” – del “Cinque maggio” di Alessandro Manzoni, o per non richiamare una disfatta sportiva poco simpatica per l’interista Cassani, il summit leghista dovrà cercare di elaborare una strategia di reazione convincente alla mossa del sindaco Antonelli che finora ha fatto piombare il partito in un silenzio piuttosto imbarazzato. In un giorno e mezzo nessuna dichiarazione e nessuna difesa dell’assessore defenestrato, Alessandro Albani. D’altra parte la sezione è divisa e, se ufficialmente nelle scorse settimane si era espressa per non mollare sui tre assessori, fino a pochi giorni fa proprio chi oggi invoca una reazione ferma “brigava” sotto banco per chiudere una volta per tutte la questione del rimpasto sacrificando l’assessorato di Manuela Maffioli, neo deputato con doppio incarico, per fare posto a Claudia Cozzi e accontentare i “Fratelli”. E in politica, si sa, certe mosse tornano indietro come un boomerang.

Strappo?

Una delle ipotesi sul tavolo sarà lo strappo con la maggioranza a Busto: ritirare la delegazione della Lega in giunta – le due assessori Manuela Maffioli e Paola Reguzzoni – e annunciare un appoggio esterno in consiglio. Efficace? A un anno dal voto vorrebbe dire rinunciare a due assessorati di peso – in termini di visibilità, di capacità di spesa ma anche di inaugurazioni dei cantieri PNRR che arriveranno a compimento nei prossimi mesi – a beneficio degli alleati, con Forza Italia e Fratelli d’Italia che già pregustano il “regalo” e si preparano a coprire i posti lasciati vacanti per tirare la volata alla prossima campagna elettorale. Peraltro senza impensierire più di tanto Antonelli che può contare su una maggioranza solidissima di ben 18 consiglieri (sindaco incluso) su 25. E con la prospettiva di tornare al tavolo solo pochi mesi dopo in vista delle elezioni amministrative.

O ritorsione?

Un’altra possibilità sarebbe quella di trasformare il caso bustocco in un problema politico provinciale o regionale, con ritorsioni sugli esponenti delle altre giunte dei Comuni più grandi del territorio. Ma in questo momento il centrodestra governa unito solo a Gallarate (dove Cassani, tra l’altro, ha una maggioranza meno granitica e un’opposizione decisamente più agguerrita di quella di Antonelli a Busto, e quindi non può fare a meno di FdI con troppa leggerezza), oltre che a Tradate dove peraltro la Lega ha lasciato a casa l’unico assessore di Fratelli d’Italia un anno e mezzo fa (e in risposta FdI si è rifugiata nell’appoggio esterno alla giunta). Inoltre in piena campagna elettorale per le amministrative, con coalizioni già incerottate in città come Somma Lombardo, Legnano e Luino, rischia di innescare polemiche piuttosto tafazziane.

La matassa da sbrogliare

Le alternative? Tutte da valutare. In casa Lega c’è chi ipotizza di chiedere una compensazione sotto forma di deleghe e chi punterebbe addirittura a riprendersi il ruolo di vicesindaco. D’altra parte Fratelli d’Italia ha difeso il blitz come una sorta di atto dovuto: «Da questo momento – così hanno scritto i meloniani nel comunicato post rimpasto – si potrà proseguire in un confronto sano, leale e costruttivo con tutti gli alleati, Lega compresa». Come a dire che l’equilibrio del “manuale Cancelli” si è ristabilito. Resta l’opzione di ingoiare il boccone amaro e fare buon viso a cattivo gioco, dopo che per anni sono stati i “Fratelli” – proprio su input dello stesso sindaco Antonelli, non da ultimo proprio due mesi fa quando ha risposto “obbedisco” al coordinatore regionale Maccari – ad accettare una situazione oggettivamente squilibrata a favore della Lega. Magari puntando solo a incassare un credito da riscuotere nel prossimo mandato, quando i numeri rischiano di essere ancora meno favorevoli al Carroccio. Resta comunque una matassa non semplice da sbrogliare, che val bene qualche giorno di riflessione prima della riunione del direttivo.

Busto, il rimpasto gela il centrodestra. FdI esulta, la Lega tace (ma valuta lo strappo)

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