MILANO – La Lombardia è la prima regione d’Italia per gioco d’azzardo, con 3,82 miliardi spesi nel 2025 e il primato nelle ricerche sulle slot. È quanto emerge dall’Indice regionale del gioco 2026 (Irg), lo studio di Casinos.com che incrocia i dati ufficiali del Ministero dell’Economia e delle Finanze sul gioco pubblico con i volumi di ricerca rilevati da Google Trends sulle query “sala slot”, “sala scommesse” e “casino online”.
La spesa in Lombardia
Secondo l’Indice, la Lombardia ha registrato 81 punti su 100, quasi dieci in più rispetto al Lazio, classificato in seconda posizione a quota 71.49. Un distacco che, stando alle analisi, sarebbe riflesso di una densità commerciale, di un bacino demografico e di un’infrastruttura di gioco senza eguali in Italia.
Solo nel 2025, lungo lo Stivale si è giocato per 165 miliardi di euro, con entrate erariali per 11,4 miliardi e una spesa effettiva netta di circa 22 miliardi. Una cifra a cui la Lombardia, con i suoi 3,82 miliardi, ha contribuito per quasi il 18%. Primato che si conferma anche sul fronte delle ricerche online. A pari merito con il Veneto, la regione ha registrato, infatti, il punteggio massimo alla query “sala slot”, allineando comportamenti reali e ricerche in rete. Di seguito la tabella riassuntiva dei dati.

Scommesse sportive e casinò online
Tendenze di ricerca minori, invece, per quanto riguarda le scommesse sportive. Sulla query “sala scommesse”, la Lombardia ha registrato 43 punti su 100, valore in linea con quelli di Sicilia, Emilia Romagna e Marche. La regione ha ceduto il passo anche sui casinò online, lasciando il primato alla Valle D’Aosta.
Il contesto italiano
Quello che emerge dall’Indice Regionale del Gioco 2026 è, dunque, un quadro profondamente sfaccettato. «Dove si gioca di più – recita la nota di analisi dei dati – non coincide quasi mai con dove si cerca di più». Esistono, insomma, regioni dove si spendono cifre significative senza mai cercare il gioco online, e, al contrario, altre dove si cerca con grande frequenza pur muovendo volumi di denaro relativamente modesti. «La Lombardia rappresenta il caso opposto: spese e ricerche convergono, qui il peso economico del settore trova un corrispettivo coerente nell’interesse digitale. Un equilibrio che, nel panorama nazionale, riguarda solo i grandi mercati storici del gioco».
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