Tour, Carapaz tappa e maglia (a pois) sull’Alpe d’Huez. Remco e Seixas, applausi

Tour Alpe d'Huez Carapaz
Richard Carapaz (Sirotti)

Tappa e maglia (a pois): Richard Carapaz conquista la tappa regine del Tour e si impone come re degli scalatori. Sulle Alpi, le sue ultime tre tappe sono state qualcosa di fantastico: vittoria giovedì a Orcieres-Merlette, terzo ieri qui sulla’Alpe in versione classica, in trionfo oggi salendo dal Col du Sarenne. Applausi. E altri li riceverà domani sul podio di Parigi quando verrà premiato come migliore scalatore della Boucle. L’ecuadoriano, che nel palmares ha anche un Giro d’Italia e l’oro olimpico di Tokyo, oggi ha potuto approfittare anche di due cadute negli ultimi chilometri da Sepp Kuss. L’americano è andato giù la prima volta a destra, la seconda (quando Carapaz era a soli 7 secondi) a sinistra e meno male che lì c’erano delle reti di sicurezza. Sfortuna? Chissà, può darsi ma in minima parte. In tappe devastanti come questa, con circa 5.500 metri di dislivello alla 20a tappa del Tour, conta forse di più la fatica che porta a una mancanza di lucidità. Comunque anche al corridore di Durango, oggi terzo, bisogna fare i complimenti.

Richard Carapaz (Sirotti)

Bravo Remco

Secondo di giornata una bravissimo Remco Evenepoel. Il belga, che domani a Parigi salirà sul secondo gradino del podio, con questa Boucle entra in un’altra dimensione. Oltre a volare, come sempre, nelle prove contro il tempo, qui Remco ha dimostrato di essere molto migliorato sulle salite lunghe. Non solo per il piazzamento di oggi, che comunque non lo soddisfa basti notare il pugno sferrato sul manubrio al traguardo, ma anche per la vittoria in salita di Plateau de Solaison. Una crescita che di sicuro gli cambierà le prospettive. Certo, poi bisogna anche considerare che in questo Tour sono stati costretti ad abbandonare per caduta Vingegaard e Lipowitz. In futuro Evenepoel si troverà di fronte a un dilemma: insistere a provare a vincere il Tour, impresa difficile finché correrà Pogacar, o puntare ad arricchire palmares ed esperienza a Giro e Vuelta? Vedremo.

Seixas da applausi

Un discorso a parte lo merita Paul Seixas. Il francese, 19 anni, ha corso da leone. Sul Col du Sarenne ha fatto lavorare i suoi compagni Prodhomme e Riccitello, ha sfidato il tiranno in giallo. Ha provato a vincere, con il cuore, ovviamente con poca esperienza. Poi ai -3,5 si è staccato dai migliori, ma lui ci ha provato. Gli è andata male, però ha corso per vincere. E i commentatori Rai cosa fanno dopo che nei giorni scorsi ci hanno rifilato più di un pistolotto sul fatto che correre pensando solo ai piazzamenti e ai punti è un errore a cui l’Uci dovrebbe porre rimedio? Criticano lui e la squadra che avrebbe dovuto dosarlo, farlo correre in modo più conservativo. Se è bianco vincono loro, se è nero pure. Facile, no?

Paul Seixas (Sirotti)

Pogacar comanda

E Pogacar? Il Tour lo aveva già vinto alla sesta tappa, quella con il Tourmalet. Oggi, come sempre, ha fatto quello che ha voluto. Lo sloveno domina, dispone, comanda. Oggi se ne è inventata un’altra mettendosi a tirare, o meglio a pascolare il gruppo dei big, quando si era ancora sul Galibier, a 63 km dal traguardo. Solo per un attimo, all’imbocco del Col de la Sarenne, Prodhomme ha provato a mettere la ruota davanti, il tempo di un tornante sulla destra, poi il boss in giallo gli ha dato un’occhiataccia e lo ha ricacciato indietro. Ha corso da gregario del suo compagno Del Toro. Ha lasciato andare Remco per aiutare il messicano – che in tutto il Tour non ha tirato un metro – a salvare il terzo posto e la maglia bianca. Forse per senso di squadra. O per amicizia. Magari anche per dovere, per tenere buono il suo amichetto. Chissà. Sul traguardo tra i due gli abbracci e gli indici a fianco delle tempie, a fare il gesto delle corna, Del toro. Qualcuno sarà entusiasta. Chissà che sorrisoni.  Discutibile.

Pedersen in verde

Il danese Mads Pedersen si è aritmeticamente già aggiudicato la maglia verde della classifica a punti. Anche per lui domani ci sarà la soddisfazione di salire sul podio dei campi Elisi.

La tappa di domani modificata

Stasera tutta la carovana sale su un treno a Grenoble per raggiungere la capitala francese. Domani la tappa conclusiva di questo Tour de France doveva prendere il via da Thoiry. Invece lì ci sarà solo la presentazione e la sfilata delle squadre. Per motivi di sicurezza, riguardo alcuni incendi in zona, la frazione conclusiva è stata modificata. La corsa vera sarà solo a Parigi, i giri del primo circuito passano da 4 a 6, poi tre volte si sale sulla Cote de la Butte, a Montmatre, un chilometro al 6,5%. L’ultimo passaggio a 10,3 km dal traguardo che sarà dopo 89 chilometri. Una miniclassica che probabilmente si concluderà in volata.

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