Tensione a Palazzo Natta: Caccia revoca Gigantino, Laterza restituisce le deleghe

Novara Provincia Gigantino Laterza
L'intervento di Mauro Gigantino (secondo da sinistra) a Palazzo Natta. Accanto a lui Luigi Laterza

NOVARA – Un Consiglio provinciale ad alta tensione, dove l’imbarazzo istituzionale si è mescolato all’amarezza politica. A Palazzo Natta, l’ufficializzazione della revoca delle deleghe a Mauro Gigantino da parte del presidente Marco Caccia non si è risolta in una semplice formalità burocratica.

Tutt’altro: si è trasformata nel teatro di uno scontro aperto che proietta ombre pesantissime sulla maggioranza in vista del rinnovo del Consiglio dell’autunno 2026.

Caccia in imbarazzo, il colpo di scena di Laterza

Il presidente Caccia è parso insolitamente nervoso e in evidente imbarazzo nel dare lettura del decreto che ha spogliato Gigantino di ogni incarico a soli due mesi dalla fine del mandato. Ma la vera sorpresa della giornata doveva ancora arrivare.

Mentre Gigantino era il bersaglio annunciato dell’operazione — colpevole di aver lasciato Fratelli d’Italia per accasarsi in Futuro Nazionale —, a prendere la parola a freddo è stato Luigi Laterza.

Anche lui con un passato recente tra le file di FdI (lasciata insieme a Gigantino e alle note vicende del Comune di Novara), Laterza era scampato alla purga mantenendo intatte le proprie deleghe. Ma, spiazzando la presidenza e l’aula, ha annunciato a sorpresa di rinunciare a sua volta a tutti gli incarichi.

Gigantino all’attacco: «Obbedienza cieca pretesa da un senatore»

L’intervento di Mauro Gigantino è stato un affilato atto d’accusa contro la regia politica dell’operazione. Il consigliere non le ha mandate a dire:

«La lealtà non consiste nell’obbedienza cieca, ma nel rispetto reciproco. È avvilente che le logiche delle segreterie prevalgano sull’autonomia delle Istituzioni. La mia elezioni non deriva da una segreteria di partito, devo rispondere al consenso di chi mi ha dato fiducia, non a un club privato».

Gigantino ha poi affondato il colpo citando i vertici del partito: «Questa decisione è il frutto di un modello politico becero ed indegno che, sul nostro territorio, fa riferimento esclusivamente ad un senatore e che considera l’allineamento un valore superiore all’autonomia».

Laterza restituisce le deleghe: «La bontà scambiata per fesseria»

Se Gigantino ha attaccato frontalmente i diktat di partito, Laterza ha colpito la governance della Provincia, contestando a Caccia di non aver saputo garantire «pari dignità politica» alle componenti della coalizione.

Dopo aver annunciato l’adesione al Movimento Civico Alto Piemonte, Laterza ha servito la stoccata finale rimettendo le proprie deleghe:

«Il deficit di autonomia della presidenza è stato ed è causa di incomprensibili isolamenti dovuti a sollecitazioni esterne. Per le ragioni elencate e per la coerenza che mi ha sempre contraddistinto, caro presidente, oggi rimetto le mie deleghe nelle sue mani: in politica spesso viene confusa la bontà con l’essere fesso».

Maggioranza ai ferri corti e l’incognita autunno

Il quadro politico che emerge da Palazzo Natta è frammentato e teso.

Gigantino e Laterza condividono la collocazione nel gruppo Alleanza per la Provincia, ma viaggiano su binari di partito distinti (Futuro Nazionale il primo, Civica Alto Piemonte il secondo).

Resta del tutto ambiguo il tema dell’appartenenza alla maggioranza, sventolata a parole ma nei fatti minata da un risentimento palpabile.

Se a livello formale i numeri possono ancora reggere, la spaccatura politica è ormai nei fatti. Con il rinnovo del Consiglio provinciale alle porte, i nuovi equilibri e le cicatrici di questa seduta rischiano di pesare enormemente .

Novara Provincia Gigantino Laterza MALPENSA24
Visited 622 times, 1 visit(s) today