GALLARATE – Saranno celebrati martedì 8 settembre alle 10 nella chiesa parrocchiale di Arnate i funerali di Giovanni Mariani, scomparso a 78 anni dopo una lunga, invalidante malattia. Mariani è stato direttore della biblioteca civica di piazza San Lorenzo per alcuni decenni. Persona schiva eppure fondamentale nella vita culturale e politica gallaratese, sia per il suo ruolo alla “Luigi Majno” sia per essere stato tra i promotori dell’associazione Mazziniana, che faceva capo all’allora Partito Repubblicano. Incarichi che ha sempre svolto con estremo rigore professionale e etico.
Come ricorda l’ex assessore Angelo Bruno Protasoni in un post su Facebook, Mariani è rimasto fedele alla sua missione di divulgatore culturale, evitando la scena pubblica per la convinzione che un dipendente comunale non avrebbe dovuto occuparsi di politica attiva. Né, soprattutto, usare delle sue appartenenze per obiettivi di carriera.
In quegli anni, il Pri gallaratese era rappresentato in giunta da una figura di primo piano nel contesto politico, la professoressa Ebe Piccoli che, non a caso, aveva la delega alla Cultura e alla Pubblica Istruzione. Una collaborazione fattiva, la loro, anche sul versante della democrazia e della libertà di pensiero, cifre che sostengono ancora oggi l’azione dei mazziniani.
Funzionario molto ascoltato dagli amministratori, non soltanto del suo partito, Giovanni Mariani è stato tra i promotori di Duemilalibri, la tradizionale rassegna che annualmente viene proposta a Gallarate. Lucido nelle sue analisi, Mariani si disse contrario alla trasformazione di Palazzo Minoletti nella nuova biblioteca cittadina: giudicava il progetto inadeguato nella sede individuata dall’esecutivo guidato da Nicola Mucci in piazza Garibaldi. Un parere da tecnico, il suo, quando era già in pensione, poi fatto proprio dalla successiva amministrazione (sindaco Edoardo Guenzani) che abbandonò l’operazione.
Ultimo, grande gesto d’affetto per la sua città, come rivela nel post Protasoni, Mariani ha lasciato il proprio patrimonio ad alcune associazioni benefiche “frutto dei risparmi di una vita più che morigerata: saranno in tanti a dovergli riconoscenza”.
