VANZAGHELLO – Vicinanza, sostegno e un aiuto concreto e puntuale. È quanto offrirà lo Sportello Antiviolenza inaugurato ieri, giovedì 10 settembre, a Vanzaghello nel Centro Salute “Ambrosetti Calloni” di via Albarina (nella foto). Grazie alla collaborazione e al lavoro di squadra fra Comune di Legnano, Rete Ticino Olona contro la violenza e Auser Filo Rosa Odv-Ets con l’amministrazione comunale di Vanzaghello, lo spazio si candida a diventare un importante punto di riferimento per il paese e l’intero territorio.
Comune grato a referenti e volontarie
Lo Sportello Antiviolenza sarà aperto il martedì dalle ore 14.00 alle 17.00 e il giovedì dalle 9.30 alle 12.30. Il servizio si aggiunge a quelli già presenti al Centro Salute.
«Grazie a tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questo importante e fondamentale progetto – tiene a dire l’amministrazione del sindaco Arconte Gatti – Grazie ai sindaci e agli amministratori dei comuni del Castanese e del Legnanese intervenuti. Grazie al Distretto dell’Asst Ovest Milanese e alle associazioni del paese presenti, Caritas e Croce Azzurra Ticinia Odv. E un ringraziamento speciale alle referenti e alle volontarie per il grande lavoro e la presenza sul territorio».
Garavaglia: «Risorse importanti per proteggere le vittime»
Proprio ieri è stata raggiunta l’intesa in Conferenza Stato-Regioni sul decreto che mette a disposizione, per il 2026, più di 93 milioni di euro destinati ai centri antiviolenza, alle case-rifugio e ai percorsi di autonomia delle donne vittime di violenza. Il provvedimento interviene sui principali aspetti del percorso di uscita dalla violenza: dalla protezione immediata al sostegno abitativo, dall’orientamento al lavoro fino alla costruzione dell’autonomia economica e sociale. Particolare attenzione è riservata alle donne minorenni e ai minori che hanno assistito a episodi di violenza, per i quali sono necessari percorsi specifici e competenze dedicate.
In Lombardia la rete territoriale può contare su 59 centri antiviolenza e 183 case-rifugio iscritti all’albo regionale: una rete costruita negli anni grazie al lavoro di associazioni, operatrici, enti locali, servizi sociosanitari e forze di polizia.
Fdi: «In Lombardia rete diffusa da potenziare»
«Rafforzare questa rete significa garantire protezione, assistenza e una prospettiva di reale indipendenza a chi trova il coraggio di chiedere aiuto – sottolinea Christian Garavaglia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale della Lombardia – Regione Lombardia ha consolidato nel tempo un sistema diffuso di protezione e assistenza e continueremo a lavorare perché questo patrimonio venga ulteriormente rafforzato. Su un tema come questo servono continuità, risorse adeguate e collaborazione fra tutti i livelli istituzionali. L’attenzione del governo e delle Regioni deve tradursi in strumenti sempre più efficaci e accessibili su tutto il territorio».
A sottolineare il valore del provvedimento sono anche le donne del gruppo consiliare lombardo di Fdi, Patrizia Baffi, Paola Bulbarelli, Maira Cacucci, Romana Dell’Erba, Anna Dotti, Chiara Valcepina e Alessia Villa: «Ogni donna che decide di denunciare o di chiedere aiuto – ribadiscono – deve sapere che le istituzioni sono al suo fianco e che esiste una rete capace di accompagnarla passo dopo passo. Queste risorse vanno nella direzione giusta perché rafforzano la protezione, sostengono i percorsi di autonomia e pongono una particolare attenzione anche ai minori coinvolti. Contrastare la violenza significa difendere libertà, dignità e futuro delle donne e dei loro figli. La risposta alla violenza non può esaurirsi nella fase dell’emergenza – proseguono le esponenti di Fdi – Mettere in sicurezza una vittima è fondamentale, ma è altrettanto importante accompagnarla nel percorso successivo, aiutandola a ricostruire una vita libera e autonoma. Casa, lavoro, sostegno psicologico e una rete territoriale efficiente sono elementi decisivi per evitare che paura, solitudine o dipendenza economica diventino ostacoli alla possibilità di ricominciare».
Principio di incendio in abitazione di Vanzaghello a causa di un cortocircuito
