Il regalo di Jago a Gallarate: «In mostra al Maga anche una nuova scultura»

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GALLARATE – L’assessorato alla Cultura di Regione Lombardia, il Comune di Gallarate e il Museo Maga danno il via al grande e ambizioso progetto espositivo dedicato all’artista Jago, a cura di Tommaso Zijno. L’iniziativa si inserisce nell’ambito di “L’arte non è mai un’isola”, progetto vincitore dell’Avviso Unico 2026, dedicato ai soggetti partecipati da Regione Lombardia, e nasce da una visione condivisa che riconosce nell’arte un motore di crescita culturale e sociale, capace di generare relazioni, attivare comunità e aprire nuove opportunità di partecipazione, inclusione e futuro. A partire dal 15 novembre, le due sedi di Palazzo Lombardia e del Museo Maga ospiteranno quindi due esposizioni distinte dedicate al grande artista contemporaneo. E proprio a Gallarate, come svelato dal sindaco Andrea Cassani, sarà messa in mostra «anche una scultura nuova».

L’arte non è mai un’isola

«Jago parte dalla grande tradizione della scultura, ma il suo lavoro parla al presente e riesce ad avvicinare anche chi ha meno familiarità con l’arte contemporanea», spiega Francesca Caruso, assessore regionale alla Cultura. «Abbiamo scelto di presentarlo in due luoghi molto diversi: Palazzo Lombardia, sede delle istituzioni regionali, dove le opere incontreranno ogni giorno cittadini e visitatori, e il Maga, nel quale dialogheranno con oltre un secolo di ricerca artistica italiana. Non sarà un’unica mostra divisa tra Milano e Gallarate, ma due proposte concepite per i rispettivi spazi. Con “L’arte non è mai un’isola”, Regione Lombardia affianca il Maga in un progetto che unisce due città e conferma la capacità del museo, punto di riferimento per l’arte moderna e contemporanea, di realizzare iniziative di rilievo anche al di fuori della propria sede».

Una nuova scultura in città

«Qualche anno fa, parlando con Emma Zanella, ho proposto di portare a Gallarate un giovane artista di cui avevo avuto modo di apprezzare capacità e forza comunicativa sui social network: quell’artista è Jago», continua Cassani. «Sono molto felice che dopo anni di “corteggiamento” e incontri, l’ultima grande mostra che inaugurerò da sindaco in città sia questa». Ancora: «Jago è un’autista capace di parlare a tutti, con un linguaggio contemporaneo immediato, senza perdere il legame con la grande tradizione della scultura italiana. Portare le sue opere al Maga significa offrire alla nostra città un appuntamento culturale di grande prestigio e, allo stesso tempo, avvicinare all’arte un pubblico nuovo, soprattutto le giovani generazioni. Sono orgoglioso che le opere di Jago possano essere presentate a Gallarate e sono certo che questa mostra saprà emozionare e sorprendere i visitatori». Proprio Cassani, negli scorsi giorni – nel corso della diretta social del Caffè Scorretto – ha dato un’anticipazione di cosa aspettarsi dalla mostra: «Essendo le sculture molto pesanti e costose non ce ne saranno molte, ce ne saranno alcune, e soprattutto ce ne sarà una nuova».

 L’arte per educare 

«L’arrivo a Gallarate dello scultore Jago evidenzia Mario Lainati, presidente del Museo Maga – nasce da una fortunata idea del sindaco Cassani, che ha espresso il desiderio di fare incontrare “de visu” un artista di fama internazionale e alcune delle sue opere più famose ed apprezzate con il nostro museo, ma anche di avvicinare due realtà museali e culturali (Museo Maga e Jago Museum) che si sono immediatamente riconosciute come perfettamente dialoganti in quanto entrambe luoghi aperti alla Comunità ed inserite nel proprio ambiente sociale, come buon seme in terreno fertile. Maga e Jago sono accomunati in maniera indissolubile dall’intento sociale di utilizzare l’arte e la cultura non tanto per il loro valore estetico, quanto soprattutto come strumento per la formazione educativa della Comunità. Grazie al sostegno fondamentale di Regione Lombardia e dell’assessore Caruso, il progetto  coinvolge due sedi, la nostra e Palazzo Lombardia a Milano in una proposta culturale che considero irreversibile per la comune forte ispirazione al sociale, in linea con una moderna e più avanzata concezione dell’attività museale».

Due luoghi e due prospettive

«Due luoghi e due prospettive differenti costruiscono un’unica lettura della ricerca di Jago. Al 39° piano di Palazzo Lombardia sottolinea Tommaso Zijno – il rapporto con lo spazio e il paesaggio apre una riflessione sulla materia e sulla sua trasformazione; al Museo Maga il confronto con la storia dell’arte ne mette alla prova il linguaggio e la capacità di attraversare il proprio tempo. Il progetto nasce proprio da questa doppia prospettiva: sottrarre Jago alla sola contingenza del presente per restituirne una lettura più ampia e critica».

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