Elezioni a Gallarate, il Pd vira su Pignataro. E Azione corteggia Coppe

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GALLARATE – Se ne parla, eccome se ne parla. Il centrosinistra di Gallarate vuole arrivare pronto all’appuntamento delle Amministrative 2027 e prova a chiudere la partita del candidato sindaco entro l’autunno. E così, mentre si affievoliscono le speranze di trovare una figura civica di alto spessore in grado di compattare il campo largo e intercettare voti anche al di fuori dei tradizionali steccati politici, il Pd appare sempre più convinto di proporre alla città un nome da scegliere all’interno della propria sezione. 

Pignataro in pole 

Il discorso è fin troppo chiaro: o sul tavolo arriva la proposta di un vero cavallo vincente che convinca il Pd a farsi di lato, oppure l’alternativa è un nome di garanzia che rispecchi pesi e gerarchie. Di fatto, il più accreditato è quello di Giovanni Pignataro, gallaratese doc, avvocato, ex vicesindaco durante il mandato Guenzani e attuale battagliero capogruppo di minoranza. Cinque anni fa, lasciò alla compagna di partito Margherita Silvestrini l’incombenza di provare a spodestare Andrea Cassani da Palazzo Borghi, stavolta sembra invece arrivato il suo turno e i vertici avrebbero avviato un’intensa opera di convincimento nei suoi confronti. Anche perché, in un contesto decisamente più frastagliato e con un centrodestra insidiato dal fenomeno Vannacci, stavolta potrebbero esserci i margini per arrivare al ballottaggio. E poi giocarsi il tutto per tutto al secondo turno. 

Spaccare il fronte

Spaccare il fronte, dunque, potrebbe persino rivelarsi una mossa vincente. Dunque Azione, che ha già trovato un’intesa con i giovani di +Gallarate, non è affatto convinta della proposta Pignataro e appare invece sempre più orientata a presentare un contenitore di centro autonomo e indipendente. Vorrebbe coinvolgere alcune figure civiche che stanno spuntando negli ultimi mesi. tra cui Andrea Rigliano, e avrebbe già individuato la figura di Cesare Coppe, attuale capogruppo di Città è Vita, come candidato sindaco, già sondato come candidato di un eventuale campo largo prima che il Pd facesse capire che le proprie intenzioni fossero altre. Peraltro proprio lui a luglio, quando Sonia Serati è passata in Forza Italia, si era offerto di diventare la “voce” delle istanze di +Gallarate-Azione in aula. Un gesto che è stato molto apprezzato, a tal punto da convincere i centristi che scommettere su di lui non sarebbe affatto un azzardo.
C’è un problema, però. Se Coppe sta ascoltando le lusinghiere sirene tentatrici con molta attenzione (ma una decisione ancora non l’ha presa), i vertici della sua lista non appaiono invece intenzionati a rompere il legame indissolubile che li lega, sin dagli albori quindici anni fa, con il centrosinistra in generale e con i dem nello specifico. Come tenere insieme il tutto? Le riunioni, convocate già nelle prossime ore, serviranno a delineare maggiormente il quadro. Senza dimenticare che ai tavoli ci sono anche i Verdi con Avs, i socialisti e il Movimento5Stelle, pronto al suo debutto in città. Mai, finora, era riuscito a presentarsi alle Amministrative di Gallarate. 

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