NERVIANO – Cominceranno entro il prossimo mese di novembre i lavori nella scuola secondaria di primo grado “Leonardo da Vinci” di Nerviano (nella foto; in basso, come diventerà). Lo ha precisato il sindaco Daniela Colombo nel consiglio comunale di giovedì 22 ottobre, rispondendo a una interpellanza del Partito democratico che chiedeva aggiornamenti sul cronoprogramma dei lavori. Il ritardo di due mesi nell’avvio del cantiere rispetto alle previsioni iniziali (il 7 settembre scorso) è dovuto a «ragioni tecnico/burocratiche».
Dopo la chiusura del plesso di via Diaz, resa necessaria dalle gravi criticità strutturali emerse dalle indagini sullo stato dell’edificio, l’amministrazione comunale ha avviato uno dei più importanti investimenti pubblici degli ultimi decenni sul patrimonio scolastico cittadino. Le verifiche tecniche hanno confermato carenze significative, in particolare nel corpo centrale dell’immobile, tali da rendere necessaria una profonda riprogettazione dell’intervento.
Colombo: «Corpo centrale da abbattere e ricostruire»
«Oggi – spiega Colombo – quel percorso è entrato nella sua fase operativa. L’amministrazione ha finanziato opere per circa 4,5 milioni di euro, articolate in più lotti funzionali, con l’obiettivo di riattivare per fasi il complesso scolastico e dotarlo di standard qualitativi, strutturali ed energetici adeguati alle esigenze delle future generazioni. Il Lotto 1 riguarda la riqualificazione e l’adeguamento strutturale del corpo anteriore e di quello posteriore, oltre alla demolizione del corpo centrale che rappresenta la porzione maggiormente compromessa dell’edificio. Questa scelta deriva direttamente dalle conclusioni del documento di progettazione che ha evidenziato come la demolizione e ricostruzione di questa parte dell’immobile rappresenti la soluzione più sicura e sostenibile rispetto a un intervento di recupero dell’esistente.
«Parallelamente è stata avviata la progettazione del Lotto 2, che prevede la ricostruzione del corpo centrale. La soluzione individuata dall’amministrazione prevede la realizzazione completa di due piani, con aule didattiche ma anche spazi polifunzionali per i cittadini. A completamento del programma, abbiamo inoltre avviato la ricerca di finanziamenti legati al Conto termico (Gse). L’obiettivo è dotare il complesso scolastico di impianti fotovoltaici, migliorare ulteriormente le prestazioni energetiche dell’immobile e avvicinare l’intero plesso agli standard Nzeb (Nearly Zero Energy Building) ossia l’autosufficienza energetica».
«Una sede sicura e moderna per i prossimi decenni»

In queste settimane si è proceduto allo svuotamento completo degli ambienti scolastici, al trasferimento di arredi, attrezzature e materiali didattici, nonché all’esecuzione delle opere necessarie allo spostamento dei contatori e dei sottoservizi che interferivano con le future attività di demolizione: interventi preliminari indispensabili per consentire l’avvio del cantiere in condizioni di sicurezza.
«La scuola “Leonardo da Vinci” – riprende il sindaco – rappresenta oggi una delle principali sfide amministrative e infrastrutturali per il Comune. Non si tratta semplicemente di ristrutturare un edificio, ma di restituire alla comunità scolastica un luogo sicuro, moderno e adeguato alle esigenze educative dei prossimi decenni».
Pd: «Unica certezza, non riaprirà nel 2027»
Per Antonella Forloni, capogruppo consiliare Pd, «la sindaca ha ammesso tutti i ritardi che hanno portato allo spostamento dell’avvio del cantiere ed è evidente che questo ritardo sposterà in avanti anche la riapertura. A differenza di quanto inizialmente promesso dall’amministrazione, all’avvio del prossimo anno scolastico la scuola sarà ancora chiusa e potrà riaprire non prima dell’inizio del 2028, sempre che, come precisato dalla stessa sindaca in Consiglio, non intervengano imprevisti a ritardare ulteriormente la ristrutturazione».
«Sbagliato puntare sul massimo ribasso»
I dem esprimono la loro preoccupazione «non solo per i disagi che studenti, docenti e famiglie dovranno affrontare per un altro anno scolastico in più rispetto al previsto, ma anche per le modalità con cui si è arrivati a individuare l’impresa che si è aggiudicata i lavori di ristrutturazione. La scelta è stata quella di applicare il criterio del massimo ribasso, cioè di affidare i lavori all’impresa con l’offerta più conveniente. Avevamo già criticato questa scelta – prosegue Forloni – perché riteniamo la procedura senza bando e il criterio del prezzo più vantaggioso non adatti a un intervento complesso come quello necessario per la nostra scuola. Crediamo invece che sarebbe stata necessaria una gara che permettesse di valutare le capacità tecniche delle imprese e che portasse quindi alla scelta più vantaggiosa in termini di rapporto qualità/prezzo».
I lavori sono stati assegnati a un’impresa che ha proposto un ribasso di quasi il 19% e che ha dichiarato una percentuale di subappalto che, a seconda degli interventi, va dal 49 al 100%. «Questa situazione ci preoccupa – concludono i dem – oltre che per i ritardi già accumulati, anche per la qualità dei lavori che saranno effettuati».
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