VARESE – Una notte accanto alle Forze dell’Ordine per conoscerne il lavoro, comprenderne le responsabilità e toccare con mano il valore della prevenzione. In un momento in cui il rapporto tra giovani e divise torna al centro dell’attenzione, anche per le tensioni e gli scontri nelle piazze, a Varese l’incontro diventa uno strumento educativo per promuovere dialogo, fiducia e rispetto delle regole.
Il significato del progetto
È il significato della Notte Interforze, iniziativa disposta dalla Prefettura di Varese nell’ambito del progetto «On the Road», che sabato 24 ottobre ha coinvolto circa venti giovani over 16 nei servizi di prevenzione e controllo del territorio, insieme agli operatori e allo staff educativo dell’Associazione «Ragazzi On the Road». Giunta alla quinta edizione varesina, l’esperienza è stata ulteriormente rafforzata dal Protocollo interministeriale sottoscritto al Viminale il 16 ottobre 2025 tra il Ministero dell’Interno, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’Associazione «Ragazzi On the Road». L’intesa ha aperto al modello educativo una prospettiva nazionale attraverso la sperimentazione «Giovani On the Road».
I controlli e la prevenzione
Dopo aver presieduto il briefing operativo in Prefettura, il prefetto Salvatore Pasquariello ha partecipato direttamente alle attività sul campo, accanto ai ragazzi e agli operatori della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, con il tenente colonnello Francesca Bertone, comandante del Gruppo di Varese, e della Polizia Locale di Varese, insieme al comandante Claudio Vegetti. Nel corso della notte sono stati effettuati controlli sulla circolazione stradale, anche sui monopattini, e accertamenti per verificare eventuali casi di guida sotto l’effetto di alcol e sostanze stupefacenti, ai sensi degli articoli 186 e 187 del Codice della Strada. Tra gli interventi, il ritiro della patente a un neopatentato trovato alla guida dopo aver assunto alcol e al volante di un veicolo con una potenza superiore ai limiti consentiti. La prevenzione ha coinvolto anche gli altri giovani incontrati durante i controlli. La presenza dei partecipanti sulle pattuglie ha suscitato sorpresa, domande e curiosità tra i coetanei fermati dagli operatori, trasformando le verifiche in occasioni di confronto e sensibilizzazione. Tra i temi affrontati anche l’utilizzo dell’app «112 Where ARE U», collegata al Numero Unico di Emergenza 112, il cui modello italiano ha mosso proprio a Varese i primi passi.
Il dramma di Luino
Uno dei momenti più intensi della notte si è svolto a Luino, dove alcuni partecipanti, a bordo di un mezzo dei Carabinieri e accompagnati dal comandante provinciale, colonnello Alessandro De Vico, e dal comandante della Compagnia di Varese, capitano Marco Dantonia, hanno raggiunto il luogo dell’incidente nel quale, poche ore prima, aveva perso la vita un ragazzo di appena 15 anni. Un incontro doloroso con le conseguenze della mancata sicurezza stradale, vissuto in raccoglimento e con il supporto dell’équipe educativa dell’Associazione, anche attraverso la presenza di Laura Martello, legale di «Ragazzi On the Road». Un momento che ha restituito ai giovani il significato più profondo della prevenzione: proteggere la vita prima che sia troppo tardi. La Notte Interforze si è conclusa con il debriefing presieduto dal questore di Varese, Paolo Iodice, durante il quale i partecipanti hanno condiviso impressioni e riflessioni sull’esperienza.
Il prefetto: «Conoscenza, fiducia e responsabilità»
«La sicurezza si costruisce anche attraverso la conoscenza, la fiducia e la responsabilità», sottolinea il Prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello. «Essere questa notte accanto ai ragazzi e alle Forze dell’Ordine ha significato condividere il valore di un’esperienza educativa che avvicina concretamente i giovani alle Istituzioni. In un tempo in cui il dialogo non può essere dato per scontato, offrire ai ragazzi la possibilità di conoscere dall’interno il lavoro di chi ogni giorno tutela la collettività rappresenta una forma di prevenzione particolarmente preziosa. L’auspicio è che quanto vissuto sul campo possa accompagnarli nelle scelte quotidiane e diventare, attraverso il loro esempio, un messaggio positivo anche per tanti altri giovani».
«Dall’altra parte del finestrino»
Il fondatore e vicepresidente dell’Associazione, presieduta da Egidio Provenzi, Alessandro Invernici evidenzia il valore dell’iniziativa anche alla luce del difficile rapporto tra giovani e istituzioni. «Da una parte gli scontri con le Forze dell’Ordine, dall’altra l’incontro, l’esperienza con loro», osserva Alessandro Invernici, fondatore e vicepresidente dell’Associazione presieduta da Egidio Provenzi. «Per noi “dall’altra parte del finestrino” significa proprio questo: salire sulle pattuglie, conoscere le persone dietro le divise e comprendere che le regole servono a proteggere la vita. Non chiediamo ai ragazzi soltanto di rispettare le Forze dell’Ordine: offriamo loro l’opportunità di viverne il lavoro, di comprenderne le responsabilità, di mettersi per qualche ora nei loro panni. È una prevenzione senza filtri, che educa, può salvare vite e può persino accendere il desiderio di indossare un giorno quella stessa divisa. La tragedia di Luino ce lo ha ricordato nel modo più doloroso. Ma la curiosità e la voglia di partecipare che abbiamo visto negli occhi degli altri ragazzi ci dicono anche che la prevenzione può essere contagiosa. Non soltanto giovani da educare, ma giovani che diventano protagonisti dell’educazione tra pari».
Una settimana con le forze del soccorso
La Notte Interforze ha rappresentato uno dei momenti conclusivi della settimana varesina, durante la quale circa trenta partecipanti over 16, tra studenti e giovani in situazioni di fragilità, compresi minori stranieri non accompagnati della comunità «Il Mappamondo», hanno affiancato Forze dell’Ordine, Polizie Locali, Vigili del Fuoco e operatori del soccorso. Tra le attività anche i controlli in autostrada con la Polizia Stradale e i servizi svolti insieme alla Polizia Locale di Busto Arsizio.
Da Varese a tutta Italia
Nato a Varese, «On the Road» è oggi un modello educativo di prevenzione sul campo che ha coinvolto oltre 1.700 giovani in più di 170 Comuni, 21 Province e 7 Regioni. Il Protocollo interministeriale Viminale-MIT sta accompagnando la diffusione nazionale dell’iniziativa attraverso la sperimentazione «Giovani On the Road», già avviata in città come Roma, Milano e Rimini, con il coinvolgimento di nuove Prefetture. Sono oltre 4.000 le candidature spontanee raccolte: un dato che segnala l’interesse di una generazione desiderosa di partecipare, conoscere le istituzioni e assumersi responsabilità. Una settimana dalla parte della vita, dunque. Perché la prevenzione non finisce quando i ragazzi scendono dalle pattuglie, ma continua quando tornano tra i loro coetanei e raccontano ciò che hanno vissuto.




