LEGNANO – Nuovo flop delle proteste studentesche a Legnano. Questa mattina, venerdì 30 ottobre, la maggior parte degli studenti degli istituti superiori Dell’Acqua e Bernocchi è rimasta a casa, complice anche lo sciopero nazionale che ha coinvolto i docenti. In altri istituti, come il Liceo Galilei, le lezioni si sono svolte regolarmente. Fuori dagli istituti di via Diaz sono rimaste alcune decine di ragazzi. Delusi i rappresentanti di istituto, che hanno lamentato la scelta dei più di rimanere a casa anziché presenziare alla manifestazione annunciata e che non si è tenuta proprio per la scarsa adesione. La zona è stata comunque sorvegliata dalle forze di polizia (nella foto), in particolare dagli agenti del commissariato cittadino.
«Registriamo un’assenza di massa, quindi non c’è motivo di fare cortei, ma solo un presidio statico – ha spiegato un rappresentante degli studenti dell’Istituto Bernocchi – Tanti sono rimasti a casa, forse hanno pensato di aderire così. In questo modo però non riusciamo a farci ascoltare e a portare avanti quelli che sono anche i loro interessi. Fare sciopero così non ha senso, piuttosto vieni qui un’ora e fai presenza, poi te ne vai a casa». «Così non va affatto bene – gli ha fatto eco un altro studente dello stesso istituto – Dietro queste proteste c’è chi le organizza, concordando le modalità con la preside. Abbiamo parlato con lei, sta cercando di risolvere i problemi».
«Mancano prof, risorse e strutture»
Fra i problemi lamentati, la mancanza di docenti – «manca praticamente un prof a ogni indirizzo» – che ha portato all’accorpamento di alcune classi. Nel liceo dell’Isis Bernocchi, ad esempio, alcune classi dell’ultimo anno del liceo sono state accorpate proprio per la carenza di professori, passando da 22 a 30 studenti. «Non è così che si risolve il problema di organico, servono altre soluzioni».
Gli stessi studenti però lamentano anche gli spazi insufficienti per ospitare contemporaneamente gli oltre 1.800 iscritti nel complesso e le manutenzioni arretrate, che fanno capo a Città Metropolitana. «Mancano materiali e laboratori – osservano altri due studenti, un ragazzo e una ragazza, del liceo – Si spende già pochissimo per l’istruzione e sono previsti ancora tagli. Insomma, le ragioni per protestare non mancano, dobbiamo farci sentire. I fondi o non vengono dati o non vengono spesi, si cerca di contenere le spese al massimo. E poi si va verso una privatizzazione della scuola italiana, che ci preoccupa molto».
«Lasciamo fuori la violenza»
Non basta: «In cinque anni – spiega una liceale – abbiamo fatto un solo viaggio studi, vedo altre scuole che hanno molte più opportunità. Per non parlare dei ragazzi nelle sedi distaccate, che non hanno mai conosciuto quelli delle altre sezioni».
Di tutti questi temi alcuni ragazzi hanno avuto modo di parlare in classe, mentre il 9 novembre è in programma un’assemblea d’istituto. «Abbiamo un interesse generale – riprende la giovane liceale – Io mi sento toccata da questi problemi, ma altri che non ne parlano a scuola non vengono coinvolti e quindi non partecipano. Queste manifestazioni dovrebbero essere colte anche come un’opportunità per dimostrare che non siamo violenti, semmai abbiamo tanti motivi per protestare. È brutto dirlo, ma molti non colgono la serietà nel manifestare e se vedono che non c’è casino se ne vanno». «Vero – conferma un suo compagno di corso – o fanno un casino totale o c’è un silenzio di tomba: che cosa vuol dire per noi studenti?».
Altra manifestazione ad Arconate
Questa mattina hanno manifestato anche gli studenti del liceo linguistico “D’Arconate e D’Europa”, che si sono distinti per l’educazione e il rispetto mostrato. Al termine della manifestazione, regolarmente annunciata e svoltasi pacificamente e nel rispetto delle regole, i ragazzi hanno ripulito con scope e palette la piazza dove si ersno radunati, lasciandola linda e ordinata.
Halloween, la Finanza di Legnano sequestra 190mila prodotti non conformi
