LEGNANO – Lavorava all’ospedale di Legnano ed era in missione per conto della Croce Rossa il tenente Franco Adriano Zecchillo (nel riquadro) fra le vittime a bordo dell’elicottero italiano precipitato ieri, giovedì 29 ottobre, in Bosnia-Erzegovina. Il velivolo, un CH47 (come quello nella foto) era impegnato nell’ambito della missione Ue EUFOR Althea. Nell’incidente sono morti quattro italiani e altri 11 sono rimasti feriti.
Insieme a Zecchillo, nato a Milano 61 anni fa, è morta anche una infermiera del Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana, la sergente Laura Procacci, mentre un altro operatore della CRI, impiegato nel team di evacuazione medica, è rimasto ferito. Le altre vittime italiane sono i sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi in servizio al Comando aviazione dell’Esercito (Aves) di Viterbo; uno di loro era il pilota, l’altro lo specialista dell’elicottero.
Da 40 anni nella sanità
Appartenente al III Centro di Mobilitazione di Milano, Zecchillo aveva dedicato oltre quarant’anni alla sanità come infermiere professionale e tecnico di Fisiopatologia cardiocircolatoria e Perfusione cardiovascolare. In servizio nel Corpo Militare dal 1984, aveva affiancato all’esperienza clinica un’intensa attività accademica come docente universitario, relatore e autore di pubblicazioni scientifiche. Nel suo percorso nel Corpo aveva partecipato ai percorsi addestrativi pre-impiego per l’Operazione EUFOR Althea a Sarajevo e alle attività di formazione nel settore Medical Evacuation (MEDEVAC).
Addestrato per la missione lo scorso luglio

L’addestramento specialistico del personale CRI destinato alle missioni internazionali si articola in un percorso complesso condotto presso il Centro di Formazione AVES di Viterbo, polo di riferimento per la preparazione degli equipaggi di evacuazione sanitaria. L’iter prevede fasi teorico-pratiche approfondite e un periodo di integrazione operativa con le Forze Armate, che culminano in esercitazioni complesse in scenari notturni. Il tenente Zecchillo aveva conseguito l’abilitazione specialistica per l’impiego negli assetti di evacuazione sanitaria dopo aver completato con successo il 39° Corso MEDEVAC nel mese di luglio.
Attualmente, la Croce Rossa italiana garantisce la propria presenza in Bosnia-Erzegovina nell’ambito della missione EUFOR Althea con due team sanitari avvicendati in turni di 30 giorni: un assetto a supporto della struttura ROLE 1 presso la Base di Butmir e un team dedicato alla Medical Evacuation a sostegno della componente aerea.
Cordoglio della Croce Rossa Italiana
Il cordoglio della Croce Rossa italiana è stato espresso con queste parole dal presidente nazionale Rosario Valastro: «Il dolore per la scomparsa improvvisa dei nostri due colleghi è indicibile, stiamo già supportando le loro famiglie. Siamo in contatto con il terzo componente del team di evacuazione medica, rimasto ferito anche lui, e seguiamo con grande attenzione le sue condizioni. Esprimo il mio profondo cordoglio, a nome della Croce Rossa Italiana, ai familiari delle altre vittime dell’incidente e allo Stato Maggiore della Difesa. Ringrazio il presidente della Repubblica per la sua vicinanza».
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