Milano, la protesta invade la Tangenziale: traffico paralizzato per tre ore

MILANO – Tangenziale Est bloccata per quasi tre ore a Milano, dove migliaia di manifestanti hanno invaso l’arteria stradale nell’ambito dello sciopero generale proclamato dall’Usb contro carovita, guerra e riarmo. Il corteo è entrato sulla tangenziale poco prima delle 13, dopo aver attraversato viale Palmanova, e ha occupato la carreggiata fino a pochi minuti prima delle 16 di oggi, venerdì 30 ottobre.

Gen Maranza

Un’iniziativa annunciata dagli organizzatori, che ha portato la protesta fuori dai tradizionali percorsi cittadini. Sulla rampa di accesso, al termine dello scorrimento veloce, erano presenti agenti delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa. Durante il presidio alcuni manifestanti sono saliti sulla passerella che attraversa la strada, dove sono installati i pannelli luminosi con le informazioni sul traffico, esponendo uno striscione con la scritta «Gen maranza». Sullo spartitraffico sono inoltre comparse, tracciate con vernice nera, le scritte «Meloni appesa» e «Salvini appeso».

Le tensioni a Lambrate

Dopo circa due ore e mezza, il gruppo ha lasciato la tangenziale per dirigersi verso piazza Leonardo Da Vinci, dove era prevista la conclusione della manifestazione. Nella fase di uscita, all’altezza di Lambrate, si sono registrati alcuni momenti di tensione tra le forze dell’ordine e gli ultimi manifestanti rimasti sull’arteria. Gli agenti si sono avvicinati per accompagnare il gruppo verso l’uscita. Ne sono seguiti cori di protesta e discussioni verbali animate, ma senza che si verificassero tafferugli.

In piazza 50mila secondo gli organizzatori

La mobilitazione ha attraversato Milano fin dalla mattinata con due cortei, partiti da punti diversi della città e successivamente ricongiuntisi in piazzale Loreto. Secondo gli organizzatori, i partecipanti sarebbero stati complessivamente 50mila; per la Questura, invece, le presenze sono state circa 25mila. Per il solo spezzone entrato in tangenziale si è parlato di circa 35mila persone. Il primo concentramento si è svolto in piazza Leonardo Da Vinci, davanti al Politecnico, dove alla partenza erano presenti almeno 6mila persone. Il numero elevato di partecipanti ha imposto una modifica del percorso inizialmente previsto per lo spezzone studentesco. In piazza anche studenti delle scuole superiori, esponenti dei centri sociali e l’eurodeputata di Avs Ilaria Salis. «Siamo qui nonostante il terrorismo mediatico, che non ha funzionato», ha dichiarato. «Siamo qui per gli studenti, ma anche per i lavoratori e per migliorare le condizioni di vita delle persone. I problemi sociali non si risolvono a colpi di decreti sicurezza». Tra gli slogan esposti sui cartelli «Il vero disordine è l’ingiustizia», «Riprendiamoci il futuro» e «Bevi Peroni, odia Meloni». Numerose anche le bandiere palestinesi.

La protesta dalla Stazione Centrale

Un secondo spezzone si è radunato in piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale. Qui, tra i partecipanti, si è notata anche la presenza di genitori e insegnanti, accanto agli studenti. Intorno alle 10.30 il gruppo si è mosso in direzione di corso Buenos Aires. «Non ci facciamo spaventare dalla militarizzazione delle città», hanno dichiarato i rappresentanti dell’Usb. «Non possono nascondersi dietro le vetrine rotte, devono occuparsi del Paese». Dopo il ricongiungimento in piazzale Loreto, i due cortei hanno proseguito insieme lungo l’asse di corso Buenos Aires e via Padova, puntando verso le grandi arterie della periferia e la Tangenziale Est.

Solidarietà a Youssef Siher

Nel corso della manifestazione sono comparsi anche diversi striscioni e cartelli in solidarietà con Youssef Siher, fermato perché ritenuto dalla Procura a capo dell’organizzazione «Movimento 17 ottobre» e successivamente rilasciato su disposizione della gip. Tra i messaggi esposti dai manifestanti anche la frase: «Lo Stato ci piscia addosso e i media ci fanno credere che piove». La mobilitazione ha evitato il centro storico, teatro dei disordini del 17 e 18 ottobre scorsi, concentrandosi sui quartieri della zona nord della città.

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