Le tele della Via Crucis di Previati da Castano a Milano. Insorgono le minoranze

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CASTANO PRIMO – Il consiglio comunale di Castano Primo diventa una Via Crucis. Per chi, sarà il tempo a dirlo. L’amministrazione comunale vuole trasferire, mantenendone la proprietà, le tele del ciclo sulla Via Crucis di Gaetano Previati (nella foto) al Museo Diocesano di Milano. Obbiettivo: valorizzarle come meritano, ma anche farne una sorta di “vetrina” promozionale per Castano. Le opposizioni però si oppongono fermamente al prestito dell’opera e lamentano di non aver potuto nemmeno vedere la delibera con cui la giunta ha deciso il trasferimento.

«Patrimonio della comunità, decidano i cittadini»

Ieri sera, giovedì 29 ottobre, in consiglio comunale è stata discussa la mozione promossa dal gruppo Che Bella Castano sul futuro delle tele ottocentesche del Previati, opera su cui ha espresso il proprio apprezzamento anche un critico d’arte del calibro di Vittorio Sgarbi. «La maggioranza – riassumono i gruppi consiliari di opposizione Attivamente, Che Bella Castano e Progettando Castano Primo – si è trincerata a difesa del proprio provvedimento, bocciando con fermezza sia la richiesta di rivalutazione congiunta della decisione di trasferimento al Museo Diocesano, sia l’inserimento nel testo dell’emendamento con cui chiedevamo, semplicemente, di coinvolgere e ascoltare i cittadini su una decisione così cruciale per la nostra comunità.

«Le opere di Gaetano Previati non sono una semplice proprietà amministrativa di cui disporre: sono patrimonio artistico, storico e identitario dell’intera città e come tale appartengono a tutti i cittadini. Negare un momento di confronto, di ascolto e di partecipazione pubblica significa calpestare la memoria collettiva e privare la comunità del diritto di esprimersi su beni che le appartengono a pieno titolo. Riteniamo fondamentale ribadire che la cultura e la tutela dei nostri tesori d’arte richiedono trasparenza, condivisione e valore pubblico, non decisioni calate dall’alto. Continueremo a batterci in ogni sede – concludono le minoranze unite – perché il patrimonio della città resti al centro dell’attenzione e insisteremo affinché si discuta nelle sedi opportune, con tutte le forze politiche del Consiglio, su scelte così importanti e delicate».

Sindaco: «Ma qui non le viene a vedere quasi nessuno»

Da parte sua, il sindaco Roberto Colombo difende la scelta dell’amministrazione con queste argomentazioni: «Abbiamo speso oltre due anni per investire nella valorizzazione e diffusione sul territorio della conoscenza dell’opera di proprietà comunale. I risultati sono migliorati rispetto al passato, ma resta una grande pecca: un’opera così importante merita una maggiore fruibilità. L’esperienza del Museo Diocesano, già vissuta vent’anni fa, insegna che quell’opera collocata a Milano avrebbe un passaggio di migliaia di persone al mese e non le 20 o 30 che vediamo a Castano (nei mesi in cui va bene). A ciò si aggiunga che la collocazione nella nostra sede non va bene, tant’è che le tele oggi necessitano di un restauro con costi proibitivi per il Comune».

Dopo lo strappo conservativo eseguito nel 1969 nel cimitero cittadino, le 14 stazioni della Via Crucis sono state ricollocate dal portico appositamente costruito per ospitarle al Museo Civico di via Corio. Tra l’altro, l’attuale posizionamento delle tele non è nella sequenza corretta e voluta dall’autore.

«Mai visti al museo i consiglieri di opposizione»

«L’opera resterà di nostra proprietà, si tratta solo di un comodato – rimarca il sindaco – Inoltre i cittadini castanesi avranno ingresso gratuito al Museo Diocesano. La Via Crucis sarà ben conservata e assicurata, con sollievo per il Comune. Oggi le opposizioni si lamentano, ma in questi due anni non hanno mai partecipato, se non forse solo una volta, agli eventi organizzati dall’amministrazione. Anche in questo caso è solo una questione politica, perché non hanno mai dimostrato così grande attaccamento a quest’opera. Attaccamento che tutti noi comunque abbiamo – prosegue Colombo – È stata una scelta non semplice, ma era un treno che passava questa volta e non avremmo più potuto prenderlo, perché il trasferimento delle tele di Previati si colloca in un progetto più ampio del Museo Diocesano. Si aggiunga che contiamo di portare indirettamente turismo a Castano, nella misura in cui nella collocazione a Milano ci saranno tutte le indicazioni su come raggiungere la sede originaria presso il cimitero, che contiamo di restaurare e quindi rendere molto appetibile per il turismo locale e non solo. Quindi il Museo Diocesano ci farà da sponsor e volano».

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