Congresso Lega, Fontana chiede a Reto di fare un passo indietro. E incassa il “niet”

Cassani, Fontana e Reto

VARESE – Una telefonata che potrebbe cambiare il corso della storia della Lega nel Varesotto. L’altro giorno, infatti, Fontana ha chiamato Reto per chiedergli un passo indietro e il sindaco di Casciago, che sfiderà Andrea Cassani per la segreteria provinciale della Lega, ha risposto: «Anche no».

Lo spiffero

I leghisti hanno chiuso tutti i canali di comunicazione con l’esterno e hanno deciso di giocare la partita – e di darsele – lontano dai riflettori. Insomma, la settimana che condurrà al congresso della Lega sembra quasi una questione privata. Eppure, dai cassaniani qualcosa trapela. Come la telefonata del governatore a Mirko Reto. Pare, secondo quanto confidato, che Attilio Fontana, oltre a suggerire a Reto il passo indietro, gli abbia prospettato un ruolo di vicesegretario al fianco di Cassani. Incassando un sonoro “niet”.

L’invito al passo indietro, non così esplicito, era già arrivato dal sindaco di Cavaria Franco Zeni. Appello caduto nel vuoto.

Pronto? Qui Fronte del Nord

Di certo, la chiamata di Fontana a Reto marchia la lettura politica del congresso provinciale 2026, anche se in campo non c’è un salviniano puro. È evidente però che il Fronte del Nord, che nel recente congresso federale si è coagulato attorno alla candidatura di Garavaglia, ora sia al lavoro per la riconferma di Andrea Cassani. Altro indizio pare essere la presenza, il prossimo 8 novembre, data del congresso provinciale, di Massimiliano Romeo, nome di punta tra i leghisti critici. Qualcuno nei giorni scorsi aveva ventilato l’idea che il capogruppo al Senato sarebbe arrivato ad Albizzate per presiedere il congresso. La notizia è stata smentita, la presenza no.

Il vero congresso è qui

Insomma, la corrente nordista ha deciso di giocare la prima partita post-federale (seguiranno anche i congressi di Brescia e Bergamo, altre due sezioni critiche con il Capitano) proprio a Varese. Forse con l’obiettivo di segnare una vittoria “di popolo” (votano quasi 550 militanti e non c’è la questione dei delegati come al federale) da contrapporre al recente successo di Salvini. Insomma, altro che pacificazione, la Lega continua a fibrillare e i leghisti nordisti varesini vogliono andare fino in fondo puntando su Andrea Cassani.

Il kamikaze

“Solo un kamikaze potrebbe candidarsi contro Cassani con così poco tempo“. Questo il commento di un autorevole leghista nel momento in cui è uscita la notizia ufficiale della convocazione del congresso.

Certo, Mirko Reto da tempo aveva in testa una sua candidatura, ma un conto è pianificarla e altro è metterla in campo in quattro e quattr’otto. Soprattutto se di fronte hai un uscente che da tre anni ha in mano il pallino, ha “distribuito” cariche e incarichi (leve che può chiaramente muovere) e ha guidato il partito (scontentando qualcuno o più di qualcuno) con anche in maniera ruvida e con spiccata personalità.

Eppure Reto, incassando il primo sgarbo della sede chiusa, ci ha messo la faccia e ha deciso di giocare la partita a mani nude. L’ha fatto senza rinnegare le critiche rivolte a Salvini qualche tempo fa. Occorre poi ricordare che il sindaco di Casciago, tre anni fa, provò a sfidare Cassani, per poi ritirare la candidatura convergendo su Longhin. A quel tempo Cassani era (o è stato marchiato, come ha spiegato lui stesso) salviniano e vinse per un pugno di voti. Oggi, il cinema si è ribaltato e su Reto, che si sta ponendo come uomo di garanzia, potrebbero convergere anche i voti di chi è in linea con Salvini.

Ora la partita è aperta. E se si ascoltano gli umori di entrambi gli schieramenti sembra di essere sull’ottovolante. C’è chi è ottimista e chi (i più realisti) dà la partita sul filo del rasoio. Mettendo pepe sulla coda: “Un voto in più o in meno potrebbe sancire l’archiviazione del “cassanismo”.

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Fontana Reto telefonata – MALPENSA24