BUSTO ARSIZIO – Se ne riparlerà solo ai primi di settembre, ma la partita del rimpasto di giunta continua ad essere al centro dei pensieri della politica bustocca, che se si è in gran parte trasferita sotto l’ombrellone. C’è chi spinge per rimandare tutto alla prossima primavera, quando andranno in scadenza gli incarichi delle partecipate – con la Lega che punta a non rinunciare ai suoi tre assessori – e c’è chi non smette di fare pressing per ottenere un posto in più in giunta. È Fratelli d’Italia, che sfodera un nuovo nome papabile per la giunta (Laura Dinato, come tecnico all’istruzione), ma ha anche a che fare con la variabile Max Rogora, di cui si vocifera addirittura come candidato sindaco a Castellanza, ipotesi che sta già suscitando fibrillazioni contrarie soprattutto nella stessa Castellanza.
Lo scenario del rinvio “sine die”
Il rinvio al 10 settembre è il frutto di un accordo raggiunto a livello regionale tra i segretari dei due partiti maggiormente interessati dai movimenti interni alla giunta – Lega e Fratelli d’Italia – ma per qualcuno potrebbe celare il desiderio di rinviare “sine die”, o quasi, la pratica. Di certo è quello che proverà a ottenere la Lega, che è il gruppo chiamato a fare un sacrificio ma che sta cercando in ogni modo di difendere i suoi tre assessori. L’idea, in quest’ottica, sarebbe quella di congelare tutto fino alla prossima primavera, quando andranno in scadenza gli amministratori unici delle società partecipate. Si tratta di Agesp Spa, Agesp Attività Strumentali e Prealpi Gas, in più con la novità della newco dei rifiuti, una società che sarà guidata sempre dall’amministratore unico di Agesp Spa (oggi è Francesco Iadonisi, in quota Lista Antonelli, ma non si sa se intende rimanere in sella) ma che renderà più “pesante” – in base al manuale Cencelli – quell’incarico.
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I conti del “Cencelli”
A proposito di “Cencelli”, i conti fatti nelle scorse settimane sarebbero stati messi in discussione per quel che concerne l’incarico di Laura Mira Bonomi, presidente di Neutalia. Il sindaco Emanuele Antonelli, che rivendica di averla scelta personalmente a prescindere dallo storico legame che l’ex assessore al bilancio ha sempre avuto con il “Fratello” Mario Mantovani, non la considererebbe “imputabile” in parte alla lista Antonelli e in parte a Fratelli d’Italia come in maggioranza si fa con il suo ruolo di sindaco. Da questa prospettiva il partito di Giorgia Meloni uscirebbe almeno in parte “in credito” di posti in base ai calcoli del “Cencelli”. Ed è il motivo per cui il circolo di Busto Arsizio presieduto da Alberto Falciglia insiste per ottenere un altro assessore, anche se i conti degli equilibri di coalizione mostrerebbero come la lista civica sia decisamente più in difetto rispetto ai Fratelli.
La rosa dei Fratelli
Il pressing ripartirà a settembre, quando si attende la resa dei conti del rimpasto. Fratelli d’Italia punta a due ingressi nell’esecutivo: uno a scapito della Lega e uno dell’attuale assessore in quota “meloniana”, ovvero Daniela Cerana, ormai invisa al Circolo (che è in maggioranza vicino alla “fazione” dell’europarlamentare Carlo Fidanza). I nomi in pole position sono sempre quelli di Luca Folegani (sempre che la Lega rinunci alla “quota azzurra” di Giorgio Mariani invece che a quella “rosa” di Paola Reguzzoni) e di Claudia Cozzi, entrambi consiglieri comunali in carica, ma nella rosa ha iniziato a farsi strada anche un altro nome “tecnico”, quello di Laura Dinato, dirigente vicario delle scuole Tommaseo. Potrebbe essere lei a subentrare all’attuale assessore Cerana. Da queste scelte dipenderanno anche i cambi nel gruppo consiliare dei Fratelli: il primo dei non eletti è Francesco Attolini, già dimissionario in Agesp Energia, mentre la seconda è la giovane Francesca Schettino, con lo storico militante Roberto Blanco subito dietro.
La variabile Max Rogora
E poi c’è la questione Max Rogora: il consigliere che ha innescato tutto il “cinema” del rimpasto, abbandonando la Lega nel settembre 2022 per accasarsi in Fratelli d’Italia, era stato avvicinato dalla Lega per poter tornare all’ovile, consentendo al Carroccio di riportare i conti del “Cencelli” a quelli di inizio mandato. Avances respinte, con FdI che però avrebbe rilanciato, facendogli accarezzare l’idea di poter essere addirittura proposto come candidato sindaco a Castellanza (altra città, come Busto Arsizio, in cui il legnanese Rogora lavora come ambulante) in occasione delle elezioni anticipate in programma la prossima primavera in seguito alla prematura scomparsa della sindaca Mirella Cerini. Fantapolitica, forse. Ma sono tutti incastri che conteranno quando a settembre si dovranno compiere le scelte al tavolo del centrodestra.
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