BUSTO ARSIZIO – “Tutti utili, nessuno indispensabile”. La sintesi più efficace per definire lo scenario in vista del rimpasto della giunta Antonelli, i cui sette componenti si sentono un po’ tutti “come d’autunno sugli alberi le foglie”. Tutti sotto esame e con la “sedia” potenzialmente a rischio. La partita potrebbe entrare nel vivo nei prossimi giorni, per chiudersi nei giorni compresi tra l’ultima seduta del consiglio comunale prima delle ferie (martedì 23 luglio) e il “rompete le righe” di agosto, oppure essere rimandata a settembre. In questo momento la Lega nicchia, perché prova a salvare i suoi tre posti e resiste alla richiesta di “nominare” l’assessore da sacrificare, mentre Fratelli d’Italia spinge per ottenere una seconda “casella” nell’esecutivo, in ossequio agli equilibri da Manuale Cencelli. E il sindaco Emanuele Antonelli, che in cuor suo lascerebbe tutto com’è, sembra essersi ormai convinto di procedere con la revisione della squadra. Quanti cambi? Da due a quattro, a seconda di quanto lo stesso primo cittadino vorrà rivoluzionare, e di quanti “scontenti” lasciare sui banchi del consiglio comunale (o fuori). Ecco il “borsino” degli attuali assessori (non in senso assoluto ma nella dinamica delle discussioni in corso), posto che sono ancora tutti potenzialmente con la valigia in mano.
Il “borsino”
⇑ Manuela Maffioli (Lega): in un virtuale podio degli assessori leghisti, la vicesindaco è quella meno a rischio, anche se la sua delega al commercio fa gola sia alla Lista Antonelli che a Fratelli d’Italia. Non si sa mai cosa potrà succedere, ma se la partita si sposta a livelli più alti (provinciale e regionale) l’impressione è che abbia più “santi in Paradiso” dei colleghi per rimanere ben salda al suo posto. La aiuta anche il suo attivismo sul versante della Cultura.
⇐⇒ Giorgio Mariani (Lega): l’assessore che “vende sogni”, definizione del sindaco, è da sempre, almeno apparentemente, il più sacrificabile della pattuglia leghista. Ma detiene una delega, quella all’urbanistica, che per il Carroccio è strategica, soprattutto con la sfida del PGT appena avviata. E va ricordato che nessuno avrebbe scommesso un centesimo su di lui nemmeno nel 2019, quando prese il posto di Isabella Tovaglieri appena eletta in Europa, ma neanche nel 2021, quando fu riconfermato nonostante un magro risultato elettorale. E, si sa, non c’è due senza tre…
⇓ Paola Reguzzoni (Lega): sembrava “intoccabile”, ma in realtà il suo cognome – e soprattutto il suo illustre fratello candidato in Forza Italia alle ultime elezioni europee – la rendono un bersaglio grosso per una parte della sezione locale, ma anche per il partito a livello provinciale. Così ora rischia anche lei, paradossalmente proprio quando con il sindaco Antonelli ha iniziato ad andare d’accordo dopo anni di tensioni. E il primo cittadino, che non ha da eccepire sul suo lavoro nel delicato settore dei servizi sociali, ha lasciato la decisione totalmente in mano alla Lega, che però rimanda, e scherzosamente è arrivato a “minacciare” di ricorrere al sorteggio per stabilire chi dovrà farsi da parte. Un messaggio chiaro agli alleati.
⇓ Daniela Cerana (Fratelli d’Italia): il circolo del suo partito non la considera più in sintonia (la sua “corrente”, che faceva riferimento a Massimiliano Nardi e Checco Lattuada, ormai si è defilata dal partito) e quindi vorrebbe rimpiazzarla con la consigliere comunale Claudia Cozzi, in più lunedì scorso in maggioranza è finita nel mirino per i conti delle mense. Ma il sindaco continua a ritenerla più qualificata per la delega all’istruzione e non è convinto di lasciarla fuori. In bilico, come molti.
⇓ Maurizio Artusa (Lista Antonelli): negli ultimi mesi ha sbandierato successi – come l’happening della boxe preolimpica, la rinascita della piscina Manara, il via ai lavori del campo in sintetico della Pro Patria (questi ultimi da condividere con il sindaco) – ma una parte della lista, e anche della maggioranza, lo ha decisamente preso di mira. Più che altro per via di rapporti personali deteriorati. Alla fine saranno il sindaco e i consiglieri della civica a stabilirne il destino, ma se subito dopo le elezioni sembrava saldo, ora la sua posizione inizia a traballare. Anche se il sostituto naturale per le sue deleghe, Roberto Ghidotti, ha ribadito di non ambire ad un posto in giunta.
⇐⇒ Mario Cislaghi (Lista Antonelli): come già detto di Mariani, il delegato al personale e ai cimiteri sembrava il più sacrificabile dei tre assessori espressi dalla civica, e fino a qualche mese fa la sua staffetta con Matteo Sabba appariva quasi scontata. Ora però nella Lista nessuno si è espresso per la sua sostituzione, e questo ne ha rafforzato la posizione. Ma non è ancora detto che, nel bilancino degli equilibri e delle ambizioni, sia sufficiente a salvarlo.
⇑ Salvatore Loschiavo (Lista Antonelli): lo stop al PUMS, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile che per due anni è stata la stella polare del suo mandato, lo ha certamente indebolito, e ne ha alienato qualche simpatia all’interno della sua lista, ma anche tra gli alleati della maggioranza, che lo accusano di portare avanti politiche della mobilità “troppo di sinistra”. Ma, come peraltro Artusa, anche lui è sempre stato difeso dal sindaco Antonelli. In questo momento però la sua posizione sembra meno a rischio di quella del collega. Ma saranno sempre il primo cittadino e la lista civica a dire l’ultima parola.
Rimpasto in standby a Busto: FdI pressa, la Lega fa la gnorri e la civica è divisa
