A casa il cda di AMGA, i Comuni soci insediano amministratore unico

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LEGNANO – Svolta nella crisi di AMGA. Un amministratore unico prenderà il posto del cda “superstite” della municipalizzata legnanese, al centro di inchieste della magistratura e di polemiche per la sua gestione “allegra” degli ultimi anni. L’assemblea ordinaria degli 11 Comuni soci convocata oggi, giovedì 12 dicembre, ha deliberato la revoca dei componenti del consiglio di amministrazione (i consiglieri Christian Viceconte, Massimiliano Roveda e Alessandro Magnoni) e nominato nel contempo amministratore unico della società l’avvocato Valerio Menaldi. Il mandato ha avuto subito inizio «per assicurare – si legge in una breve nota – la continuità aziendale» e durerà fino al 30 settembre 2020.

La presidente, indagata, si era dimessa due settimane fa

Poche ore prima dell’assemblea, il commissario prefettizio di Legnano Cristiana Cirelli era intervenuta per smentire la notizia che il Comune ritenesse necessario chiudere l’azione di responsabilità avviata dai soci in sede civile accettando una transazione che ridurrebbe a 2,3 milioni di euro il risarcimento da essi richiesto, pari a 22 milioni. Mentre risalgono alla fine dello scorso novembre le dimissioni della presidente del cda, Catry Ostinelli, indagata nell’ambito dell’inchiesta Piazza Pulita: per lei, il pm della Procura di Busto Arsizio che si occupa dell’inchiesta ha chiesto il rinvio a giudizio. Dopo il commissariamento dell’amministrazione comunale, segue così una sorte simile anche la società AMGA Legnano spa, in attesa della nomina del nuovo cda da parte dei soci. Prima della scadenza del mandato dell’amministratore unico nominato oggi, cioè nella prossima primavera, i due soci maggiori, i Comuni di Legnano e di Parabiago, andranno al voto per rinnovare sindaco e Consiglio comunale.

Un avvocato fiorentino specializzato in local utility

legnano amga cda amministratore unicoSpecializzato in finanza pubblica, delle infrastrutture e del real estate, oltre che in servizi pubblici ed energie rinnovabili, l’avvocato fiorentino Valerio Menaldi (nella foto a fianco) ha fondato MM&A, uno dei più importanti studi legali italiani specializzati in local utility (società municipalizzate), processi di privatizzazione e project financing. Coinvolto in una inchiesta per un episodio di corruzione nella gara da 3,5 miliardi per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti in tre province toscane, è stato prosciolto da ogni accusa: lo scorso 22 novembre il gup di Firenze Angela Fantechi ha pronunciato nei suoi confronti sentenza di non luogo a procedere, perché il fatto non costituisce reato. Insieme all’avvocato Tommaso D’Onza, Menaldi era amministratore e socio dello studio legale che aveva gestito le procedure della gara.

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