A Legnano l’esordio dell’ambiziosa Costituente Civica di Franco Brumana

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LEGNANO – Lo scorso 3 aprile, il Welcome Hotel ospitava il primo raduno dei consiglieri comunali che, con le loro dimissioni in massa, sancirono la caduta del Consiglio cittadino. Otto mesi dopo, la stessa sala ha segnato la prima uscita pubblica della Costituente Civica con cui Franco Brumana va alla conquista della carica di sindaco della città. Un pubblico numeroso e attento ha ascoltato, in poco più di un’ora, l’illustrazione della proposta di programma elaborata dal legale legnanese e gli interventi dei primi esponenti della politica e della società locali che hanno scelto di appoggiarlo. In apertura, un tocco originale e quasi goliardico: una riscrittura in chiave legnanese di “Viva l’Italia” di Francesco De Gregori, in cui si sono potuti ascoltare versi come “Viva Legnano, Legnano che è in mezzo al malaffare / Legnano dimenticata e Legnano che non può dimenticare”.

«Occorre ridare luce materiale e morale alla città»

legnano elezioni brumana costituente civica«Questa città – ha esordito Brumana – soffre di mancanza di luce, materiale e morale. E con la vicenda AMGA ha toccato il fondo anche più che con gli arresti che hanno decapitato la Giunta Fratus». L’avvocato legnanese, assessore dal 1985 al 1992 con sindaci Cattaneo e Potestio, ha dato lettura dei punti salienti del suo programma, ricco di molti progetti ambiziosi ma realizzabili, all’insegna della concretezza. Come i progetti urbanistici per l’Area Bernocchi e l’ex Manifattura, l’apertura di un Istituto Tecnico Superiore, la sicurezza e la tutela delle bellezze della città. Parole chiave: buongoverno, trasparenza, partecipazione dei cittadini («con conferenze semestrali che misurino i progressi fatti, correggano gli errori e indichino nuovi obiettivi»), visione strategica, decentramento. «Milano – ha sottolineato – si è dimenticata di Legnano, abbiamo diritto a decidere qua la programmazione della zona di cui Legnano è il capoluogo».

«Verso una struttura di governo dei cittadini, non dei politici»

Squisitamente politica la chiusura. «Non saremo una lista civica, qualcosa di chiuso, ma agiremo nella logica di un movimento. Forse è la prima volta in Italia che si tenta un’avventura del genere, ma non ci manca il coraggio. A Legnano c’è la volontà di non rassegnarsi, abbiamo l’occasione di creare una struttura organizzativa veramente dei cittadini e non dei politici. Ce la faremo, quindi avanti tutta». A cominciare dai prossimi eventi pubblici nelle periferie, dove propone comitati di quartiere «rappresentativi delle loro esigenze e dotati di fondi. Non si chiamino più periferie». A margine sono intervenuti Daniele Berti (Movimento X Legnano), che ha espresso rammarico per come si è conclusa l’esperienza di Alleanza Civica: «Mi sarebbe piaciuto mettere la prima pietra con tutti loro»; Stefano Quaglia (Legnano Futura), che ha posto l’accento su «governance, strategia e resilienza»; e l’avvocato Michela Cerini, fra i protagonisti delle battaglie legali contro i ricorsi della Lega, che ha puntato il dito sulla burocrazia della pubblica amministrazione, «lenta e macchinosa», e sulle carenze degli impianti sportivi. Chiusura con brindisi e auguri a Legnano.

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