Albizzate, nuovo sopralluogo di Pm e inquirenti: cercano le cause del crollo

ALBIZZATE – Il crollo del cornicione di via Marconi sotto la lente dei tecnici e degli inquirenti: poco prima dell’una di oggi, 26 giugno, nuovo sopralluogo guidato dal pubblico ministero Nadia Calcaterra, titolare del fascicolo, sul luogo della tragedia costata la vita a Fouzia Taoufiq e ai suoi due figlioletti di 1 e 5 anni. Accompagnata dal comandante del Nucleo Investigativo di Varese Paolo Tiadina, dal comandante del reparto operativo dei carabinieri di Varese Federico Ninni e dai tecnici della Procura di Busto Arsizio, la PM ha oltrepassato le recinzioni dell’area sequestrata, e presidiata 24 ore su 24 da Carabinieri e Protezione Civile, per proseguire gli approfondimenti in corso sulla dinamica del sinistro.

I ricordi del sindaco Zorzo

Ad accompagnare tecnici ed inquirenti c’era anche il sindaco di Albizzate Mirko Zorzo, nella doppia veste di testimone della tragedia: vivo per miracolo dopo aver visto il cornicione cadere addosso alla mamma con il passeggino, a cui aveva appena fatto strada dopo aver concluso la sua giornata lavorativa nell’azienda Stella, una delle attività che hanno sede nei capannoni riconvertiti dell’ex cotonificio Bellora di via Marconi. Di fronte ai tecnici e agli ingegneri presenti, Mirko Zorzo ha ripercorso l’incubo di quei momenti scioccanti in cui il cemento del cornicione è rovinato a terra, cercando di ricostruire la sequenza dei fatti. «Ho condiviso i miei ricordi» rivela il primo cittadino.

La ripresa delle attività

Massimo riserbo da parte degli inquirenti sulle attività investigative, che procedono senza sosta per cercare di verificare cosa possa aver causato il cedimento strutturale. Da parte degli amministratori albizzatesi, in primis proprio il sindaco Zorzo, si affianca anche la preoccupazione per la sorte delle quattro attività che, per un totale di almeno 60 dipendenti, hanno sede negli immobili di via Marconi posti sotto sequestro. Si cerca di capire in particolare se le verifiche strutturali sullo stabile “gemello” di quello crollato possano consentire nei prossimi giorni la riapertura del supermarket Crai. Questa mattina il sindaco ha anche parlato con Noureddine Hannach, il marito di Fouzia e padre dei due bimbi tragicamente rimasti sotto le macerie, oltre che di Adam, il fratellino maggiore che si è salvato: «L’ho visto chiaramente provato, ma ho percepito una grande compattezza della famiglia».

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