BUSTO ARSIZIO – L’uomo e l’allenatore, l’allenatore e l’uomo. Per comprendere chi sia Giovanni Cusatis, l’attesissimo ex di turno della sfida di domenica (ore 15) a Sesto San Giovanni fra il suo Alcione e la Pro Patria, prendiamo in prestito una dichiarazione dell’ex responsabile del vivaio biancoblù Beppe Scandroglio, colui che per intenderci ha scoperto i vari Zanaboni, Bashi, Sassaro, Bongini, Avinci, Renda:
“Per capire lo spessore umano e tecnico di Giovanni, basta dire che ha spostato gli allenamenti della prima squadra al mattino, pur di fare allenare le giovanili di pomeriggio”
In effetti è andata così. Quando mi sono reso conto che i nostri allenamenti pomeridiani, protraendosi con alcuni lavori individuali, finivano per ridurre spazio e tempo ai ragazzi del vivaio, ho deciso col presidente di anticipare le sessioni della prima squadra al mattino.
Un concetto che ben sintetizza la storia e la realtà dell’Alcione Milano 1952, da sempre fucina di giovani
La società voleva salire in C: c’erano due modi per farlo. Spendere per i giocatori o investire su giovani e strutture. Ci siamo guardati in faccia e ci siamo intesi subito: in quel momento ho capito che ero arrivato nel posto giusto. Anzi dico di più: anche se due stagioni fa, vincendo i playoff, avremmo meritato sul campo la promozione, forse non essere saliti subito in C si è rivelato paradossalmente un bene. Ci ha permesso di strutturarci e di essere più pronti e preparati al professionismo.
Domenica la Pro Patria tornerà sulla sua strada, sulla strada di un’Alcione capace da matricola di mettere in cascina 8 punti in più dei tigrotti
Anche se mi è già capitato di incontrare la Pro da “avversario”, sia con l’Alessandria, sia con la Bustese in D, per me è sarà sempre una partita particolare, ricca di significati e di ricordi. Senza dimenticare che la Pro d’oggi è una squadra difficilissima da affrontare: i nove pareggi lo testimoniano. (di contro l’Alcione dell’altro ex Bertoni è la formazione che, pur perendo due volte in più dei bustocchi, ha pareggiato meno di tutti: una sola volta – ndr)
Dal presente, al passato: spazio ai ricordi biancoblù…
Tanti e belli. Se dovessi sceglierne uno, direi la trasferta del 2011 a Savona. Eravamo in ritiro: da lì a poco Matteo Serafini sarebbe diventato papà per la prima volta. Gli dissi: “Teo vai dai tua moglie: un figlio è più importante del calcio”. Andò all’ospedale e l’indomani tornó per la partita. Inutile ricordarvi che segnò una doppietta, dedicandola ovviamente al piccolo Davide.

E non solo…
Ricordo ancora il discorso che feci alla squadra, dopo la notizia della penalizzazione (ben 17 punti, poi ridotti a 11 – ndr). Quello fu il momento in cui capii che stava nascendo qualcosa di importante. Squadra, staff, società, presidente, dirigenti, collaboratori: eravamo un tutt’uno.
Qualche rammarico?
Forse sarei dovuto restare un anno ancora a vincere il campionato (sul campo la Pro di Cusatis conquistò 71 punti contro i 69 del Treviso – ndr) , come poi accadde con Firicano in panchina. Ma la Pro, sia a livello giovanile, sia di prima squadra, è stato un step fondamentale nel mio percorso d’allenatore.
Un percorso che ha portato Cusatis anche ad allargare gli orizzonti professionali e geografici
Con Sannino sono stato in Inghilterra (Watford) e in Grecia (APO Levadiakos): di quei mondi ho apprezzato la cultura sportiva, specie nel gestire e accettare la sconfitta. Ricordo un episodio emblematico: al rientro da una trasferta persa, io e Beppe (Sannino -ndr) eravamo scuri in volto per l’esito della partita. Il capitano ci chiamò e ci invitò ad unirci ai cori della squadra: in campo avevano dato il massimo, ma gli avversari erano stati più bravi.

Cultura sportiva che in Italia si fa fatica ad assorbire: il risultato viene prima di tutto. E la partita di domenica ne è la riprova:
Nelle mie squadre ho sempre cercato di portare equilibrio: l’ambiente a Milano ci aiuta, ma in un campionato così livellato – con tante partite decise da episodi – è fondamentale saper gestire i momenti, senza mai perdere il controllo e la misura.
Equilibrio che sembra anche la parola d’ordine del girone A di serie C
Se ripenso alla qualità della mia Pro Patria d’allora, con i vari Serafini, Bruccini, Cozzolino, Giannone, Mora e Polverini tanto per citarne alcuni, il livello del campionato è decisamente diverso. Ma è talmente livellato che basta davvero niente per spostare equilibri così sottili e rimettere tutto in discussione da una giornata all’altra.
Pro Patria-Virtus Verona: 1-1. Pari nella nebbia, ricordando Cecotti
Alcione Pro Parria Cusatis – MALPENSA 24
