BUSTO ARSIZIO – «Se prenoto adesso, per San Valentino ho la carta d’identità». L’Anagrafe di palazzo Gilardoni ha finalmente abbattuto i tempi d’attesa degli appuntamenti per rinnovare la carta d’identità elettronica, stavolta per davvero. Chi entra nel sistema di prenotazione oggi, 21 gennaio, trova il primo “slot” libero il 4 febbraio allo sportello decentrato di Borsano e il 19 febbraio in via Fratelli d’Italia. Tra le due settimane e meno di un mese, rispetto ai tre-quattro mesi a cui si era arrivati nei momenti più critici. «Siamo sempre stati nell’occhio del ciclone per il cambio di orari, ma alla fine i due pomeriggi funzionano più del sabato mattina» rivendica Mario Cislaghi, assessore al personale e ai servizi demografici.
La svolta
Nel 2024 l’ufficio Anagrafe ha “sfornato” in tutto 12.652 carte d’identità (di cui 12.291 elettroniche e 361 cartacee), ben 1.097 in meno rispetto al 2023. Negli ultimi tre anni sono stati ben 37mila i documenti d’identità rinnovati ed emessi dal Comune di Busto Arsizio. «Code e tempi d’attesa per il rilascio sono diminuiti in modo tangibile – rivela l’assessore Cislaghi – anche grazie agli open day pomeridiani e al cambio di orari con la chiusura al sabato mattina dai tempi del risparmio energetico». E qui il delegato della giunta Antonelli si toglie qualche sassolino dalle scarpe: «Con questa scelta siamo finiti nell’occhio del ciclone ma alla prova dei fatti il sabato era una chimera di allora: il cambio di orario ha aiutato moltissimo i dipendenti a rispondere alle esigenze dei cittadini. I due pomeriggi sono apprezzati e danno più opportunità di prendere appuntamento rispetto al sabato mattina, così come i matrimoni concentrati al martedì e al giovedì. Ormai non reclama più nessuno».
Il personale
Ed è per questo che Mario Cislaghi si sente in dovere di «ringraziare tutta la macchina comunale per l’impegno profuso», nonostante le ormai croniche carenze di organico. «Il carico di lavoro è micidiale, e ci aspettano due anni intensi tra PNRR, PGT e altro, ma a Busto Arsizio abbiamo sempre 405 dipendenti a tempo indeterminato (per via di 45 cessazioni e 45 assunzioni durante il 2024) più 7 a tempo determinato» fa notare l’assessore. «Teniamo conto che, dato del 2022, qui c’erano 398 dipendenti rispetto ai 698 di Varese e ai 676 di Como, quasi a parità di popolazione e di incombenze. E con 1500 residenti in più negli ultimi tre anni i servizi da garantire continuano ad aumentare». Per fortuna la manovra di bilancio nazionale ha scongiurato il blocco parziale dei turnover, così a Palazzo Gilardoni, assicura Cislaghi, «l’organico verrà coperto interamente».
I numeri di Anagrafe e Stato civile
Tra gli altri numeri dell’anagrafe spiccano le 9.559 certificazioni (attestazioni, autentiche, legalizzazioni, ecc.), ma anche le 2.592 pratiche di iscrizione anagrafica, che vanno di pari passo con 1.813 pratiche di cancellazione e 1.692 di variazione di indirizzo. Lo Stato civile si è invece occupato di 1.030 atti di nascita (di cui 416 dall’estero), 578 atti di matrimonio (di cui 131 matrimoni civili), 6 atti di unione civile, 619 atti di cittadinanza e 1.724 atti di morte (di cui 1.197 deceduti in ospedale o casa di riposo o di morte violenta o incidente). «Cittadinanze in aumento – sottolinea Cislaghi – invece matrimoni e separazioni sono stabili, così come il delta tra morti e nuovi nati, sempre non indifferente». E ancora, 291 pubblicazioni di matrimonio, 4 pratiche di riconoscimento di cittadinanza “iure sanguinis”, 1.048 autorizzazioni alla cremazione (oltre a 555 al seppellimento e 48 alla dispersione delle ceneri), 58 registrazioni delle DAT (disposizioni anticipate di trattamento), a cui si aggiungono ben 19.950 certificati o estratti di Stato civile.
Busto Arsizio, 84.468 abitanti: quinta città della Lombardia. Più di Como, lo dice Istat
