ARONA – Le speranze si erano via via affievolite e poi questa mattina, 4 gennaio, la notizia ufficiale: è Chiara Costanzo – la sedicenne originaria di Arona e residente a Milano – la quarta vittima italiana identificata tra i morti nel rogo di Crans Montana.
La conferma dall’ambasciatore Cornado
A dare la drammatica conferma che tutti attendevano ormai con rassegnazione, è stato poco dopo mezzogiorno l’ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado. E una ulteriore conferma è arrivata poco dopo anche dal ministro degli esteri Antonio Tajani.
Le vittime italiane sono in tutto sei: oltre a Chiara ci sono il sedicenne bolognese Giovanni Tamburi, il sedicenne milanese Achille Barosi, il quasi diciassettenne genovese Emanuele Galeppini, la quindicenne svizzero-comasca Sofia Prosperi e il sedicenne romano Riccardo Minghetti. “Il bilancio è definitivo”, ha spiegato l’ambasciatore.
Una tragedia nella tragedia
Intorno alla morte di Chiara nelle ultime 48 ore le notizie si erano accavallate creando un tourbillon di dolore e di rammarico. Era stato lo stesso padre di Chiara, Andrea Costanzo, a dire ai media già venerdì che sua figlia non c’era più. In realtà mancava l’ufficialità perché erano ancora in corso le comparazioni del DNA
Il racconto drammatico del padre
E sempre Andrea Costanzo ha rivelato ai cronisti altri particolari dolorosi. «Quest’anno – ha detto – Chiara non voleva nemmeno venire: pensava di festeggiare il Capodanno con un’amica in un’altra località ma non c’era posto. Così siamo tornati qui anche questa volta. Noi spingevamo lo stesso perché uscisse a divertirsi. Ovvio che queste parole, dette adesso, suonano in maniera diversa. La vita è bastarda. E io adesso mi sento una grande responsabilità addosso».
«La sera dell’incendio non l’ho trovata – aveva raccontato l’uomo -. Sono arrivato davanti al locale ma non l’ho trovata. Sarei dovuto entrare dentro a cercarla ma i vigili del fuoco non mi hanno fatto passare. Avrei voluto tanto farlo».
Gusmeroli: «Non ci sono più parole»
«Non c’è più nulla da aggiungere»: sono queste le uniche parole che dopo la conferma della morte di Chiara ha voluto dire Alberto Gusmeroli, sindaco di Arona e deputato della Lega. Inm questi giorni è rimasto in stretto contatto con la famiglia e ha fatto da tramite con il ministro degli esteri Antonio Tajani. Sabato Gusmeroli aveva dedicato gran parte della sua consueta diretta Facebook con i cittadini alla tragedia di Crans Montana. «L’attenzione alla sicurezza – aveva detto tra l’altro – deve sempre essere massima, sia per quanto riguarda gli eventi, sia nel lavoro di tutti i giorni. È qualcosa di troppo importante».
Sul palazzo comunale di Arona la bandiera italiana da questa mattina è a mezz’asta.
La salma forse già domani in Italia
La salma di Chiara – insieme a quelle degli altri ragazzi – rientrerà in Italia con un volo di Stato dell’Aeronautica militare. Non è escluso, sempre secondo l’ambasciatore Cornado, che il rientro possa avvenire già domani, lunedì 5 gennaio.
