«Gli arsaghesi hanno scelto Barabba». Il sindaco di Casorate insulta il neoeletto Montagnoli 

Dimitri Cassani (a sinistra) e Claudio Montagnoli

ARSAGO SEPRIO – Correttezza istituzionale imporrebbe che un amministratore pubblico si complimentasse con un sindaco neoeletto in un Comune limitrofo, con il quale oltretutto sarà chiamato nei prossimi anni ad affrontare insieme sfide molto importanti, a partire da Malpensa. E invece proprio sotto le rotte di decollo capita che il primo cittadino di Casorate Sempione, Dimitri Cassani, arrivi persino a insultare via social il collega di Arsago Seprio, Claudio Montagnoli, dandogli del “Barabba”. 

La citazione biblica 

Chi lo segue sui social sa che a Cassani piacciono molto le citazioni bibliche, ma questa volta probabilmente si è spinto un po’ oltre. È vero, infatti, che in campagna elettorale si era schierato con l’altro contendente, il sindaco uscente Fabio Montagnoli. Ma consolando l’ormai ex assessore di Arsago Seprio, Roberta Mantovan, sconfitta alle urne insieme al suo candidato, è addirittura arrivato a paragonare Claudio Montagnoli al ladrone di cui i sacerdoti e capi degli Ebrei chiesero a Pilato la scarcerazione, insieme alla crocifissione di Gesù

«Si vergogni» 

Decisamente troppo per il destinatario del paragone, rimasto allibito dal post apparso sui social nella giornata di ieri, 11 giugno. Montagnoli non si capacita di come un collega, con cui ha lavorato insieme per molti anni all’interno del Cuv, possa arrivare a tanto. Nella sua lunga carriera non gli era mai capitato nulla del genere e non comprende con che coraggio lo guarderà in faccia la prima volta che si incroceranno. Ai microfoni si limita a dire: «È davvero umiliante sentirsi dire una cosa del genere. Si vergogni». 

Gli scivoloni di Cassani 

Dimitri Cassani non è nuovo agli scivoloni su Facebook. Come quando si schierò contro il governatore Attilio Fontana all’inizio della pandemia, facendo infuriare gli alleati leghisti. O come quando minacciò querele per violazione del diritto d’autore nei confronti dei giornalisti rei di aver ripreso un comunicato stampa della sua lista. Oppure, e fu la più grossa gaffe tanto da diventare un caso nazionale, quando nel 2017 il sindaco casoratese paventò possibili ritorsioni per chi non era andato a votare il referendum sull’autonomia della Lombardia («Grazie alle ricevute si potrà mappare chi ha effettivamente votato, così tanto per rispondere a chi, già da questa mattina, verrà chiedere aiuto alle istituzioni»). 
Nei suoi confronti, dunque, proprio come piace a lui, non resta altro che parafrasare un’altra citazione biblica: «Padre, perdona loro perché non sanno quello scrivono».

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