Assemblea Univa, Comerio: “Diventiamo consapevoli della nostra forza”

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BUSTO ARSIZIO– «Servono toni pacati e moderati. Gli eventi delle ultime 24 ore inducono a molte e differenti riflessioni, ma emotività e impulsività non sono buone consigliere». Riccardo Comerio, presidente dell’Unione degli industriali della provincia di Varese apre l’Assemblea generale di Confindustria Varese con un riferimento alle vicende politiche nazionali e agli ultimissimi sviluppi. Un pensiero, quello di Comerio, in perfetta sintonia con quanto il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, oggi presente a Malpensafiere, ha dichiarato alla stampa prima dell’inizio della convention.

I numeri della produttività
Il governo che non c’è aleggia su Malpensafiera all’Assemblea generale di Confinidustria Varese e dove questa mattina erano presenti moltissimi imprenditori, politici, sindaci e amministratori del territorio. C’erano anche il governatore della Lombardia Attilio Fontana, i sindaci di Busto e Gallarate Emanuele Antonelli e Andrea Cassani. Tutti ad ascoltare il punto della situazione economica e dell’impresa della provincia, le sfide vinte e quelle da vincere, i temi aperti e quelli sui quali occorre lavorare. Linee tracciate nell’intervento del presidente Univa Comerio, il quale però ha dedicato grande attenzione ai numeri e ricordato che «l’Italia è il settimo paese manifatturiero e che la provincia di Varese, che rappresenta solo 0,4% del territorio nazionale e gestisce il 2,5% della base produttiva italiana, è la quarta provincia manifatturiera su scala nazionale e la quattordicesima a livello europeo». Comerio poi, per quanto riguarda le esportazioni, ha evidenziato che «Varese sicuramente ci mette del suo perché più di un’impresa su tre del manifatturiero è anche esportatrice, ed è anche qui che si genera il 2,2% dell’export nazionale e si contribuisce al saldo commerciale globale per circa l’8%. Questi sono numeri importanti, dei quali dobbiamo essere orgogliosi e al contempo essere maggiormente consapevoli».

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Le richieste al Paese
Comerio nel corso del suo intervento ha messo sul tavolo anche quali dovrebbero essere le priorità di chi ha responsabilità di governo. Prima di tutto «la continuità nella politica industriale, che significa non sospendere le “cure” che hanno dimostrato di funzionare e hanno dato, dopo anni, un po’ di fiato alla nostra economia; la facilità nell’applicazione degli strumenti, la certezza dei tempi e delle regole, l’efficienza della modernizzazione e il ruolo in Europa, oltre al controllo del debito».

L’impegno per il territorio
Uno dei temi più importanti è quello legato alle infrastrutture «perché – ha spiegato Comerio – oggi è fondamentale essere raggiungibile. E in quest’ottica, anche a causa della sospensione dei voli per Roma, è emersa in tutta evidenza la centralità di un aeroporto, ma anche la necessità di potenziare sempre più la rete capillare di strade e ferrovie a partire dal collegamento Varese Lugano, che permetterà di raggiungere Malpensa». L’impresa, infatti, non può restare isolata: «E lo sanno bene gli imprenditori che stanno nella parte Nord della nostra provincia. Ed è proprio su queste zone di confine che formuliamo un invito alla Regione affinché si possa collaborare e ricreare le condizioni per un rinnovato sviluppo».

La grande sfida

Tra i tanti impegni assunti dal presidente Comerio c’è anche quello primario rivolto ai givani. «Con loro dobbiamo stringere un Patto generazionale perché per affrontare i grandi cambiamenti abbiamo bisogno di menti giovani, e francamente il nostro Paese sta facendo ancora poco per loro. Occorrono interventi affinché i giovani possano trovare lavoro, ma anche formare una famiglia ed avere figli da far crescere in un Paese accogliente. Per fare ciò servono anche politiche per la scuola, per la formazione, per il lavoro e noi ci impegneremo per curare e rafforzare lo sviluppo di una filiera educativa lunga.

 

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