BUSTO ARSIZIO – «Se arriva la multa la pago». Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Francesco Attolini risponde così alle polemiche sulle affissioni abusive dei suoi volantini contro i “facinorosi” sulle colonne dei portici del McDonald’s di piazza Garibaldi. «Ma se sanzionano me, voglio che vengano multati anche i ragazzi che hanno messo i volantini per il presidio di Gallarate contro la settimana della sicurezza». Intanto la politica bustocca si divide anche sull’idea di chiamare l’Esercito per presidiare le piazze. Proposta avanzata da Marco Lanza, capogruppo della Lista Antonelli, ma subito bocciata da Emanuele Fiore del gruppo misto: «Non siamo Milano e non vogliamo esserlo». Si preannuncia un dibattito acceso domani sera, giovedì 16 gennaio, in consiglio comunale, quando si discuterà la mozione urgente del PD sul divieto degli alcolici e il caso della rivolta di piazza diventerà tema di contrapposizione tra le forze politiche.
La risposta di Attolini
«I miei manifesti, come previsto, sono durati meno di un’ora e il giorno dopo sono spuntati quelli del presidio contro la settimana della sicurezza di Gallarate» protesta Francesco Attolini, al centro delle polemiche per le sue affissioni abusive. «Al momento non mi è stata elevata nessuna sanzione, se arriva la multa la pagherò, però voglio che vengano multati anche i ragazzi che hanno fatto questa provocazione, un affronto oltraggioso nei confronti delle forze dell’ordine. Gli autori sono persone che, con atteggiamento di sfida, non si piegano, la disobbedienza è insita nel loro DNA ed è un esempio negativo per tutti i ragazzi di oggi. C’è la stessa matrice di quello che sta succedendo in tutte le piazze d’Italia, qui c’è dietro una regia e non bisogna piegarsi, ma combattere. Ci faremo sentire in consiglio comunale e domenica mattina, 19 gennaio, come Fratelli d’Italia faremo un gazebo in via Milano per manifestare a favore delle forze dell’ordine sotto attacco». E questa sera, 15 gennaio, Attolini fa sapere che sono comparse altre affissioni abusive per invitare al presidio di Tanuki contro la settimana della sicurezza.
Attolini ci ricasca: va sanzionato con il massimo previsto. Non è in buona fede
La nota di Fiore e C.
Assistiamo sempre più spesso in Italia ad atti di violenze e aggressioni verso le forze dell’ordine e cittadini, vedasi casi Milano, Roma, Bologna, Torino ecc. e infine di recente purtroppo anche la nostra Busto è stata coinvolta in atti irresponsabili e di violenza. In primis vogliamo esprimere il nostro grazie e la nostra solidarietà alle forze dell’ordine intervenute che hanno subito l’aggressione nell’episodio di venerdì notte scorsa.
Tuttavia la formale solidarietà non è abbastanza e non può più essere sufficiente!
A nostro avviso non è sufficiente neanche il mettere in campo interventi restrittivi quali:
– il divieto di vendita di alcolici (che andrebbe a colpire i commercianti), posto che chi vuole procurarsi l’alcool lo fa a prescindere dal divieto;
– la videosorveglianza, potrebbe essere sicuramente cautelativa ma non esaustiva ai fini della risoluzione del problema;
– la presenza di più pattuglie, soprattutto di sera, sicuramente sarebbe necessaria ma non possibile nell’immediato a causa della scarsità di personale che non può essere colmata con la presenza dell’esercito: non siamo Milano e non vogliamo esserlo! Ci immaginiamo la reazione dei nostri concittadini nel vedere l’esercito armato in giro per le nostre strade? Non vogliamo nemmeno pensarci!Sicuramente il nostro Sindaco insieme al Prefetto troveranno una soluzione temporanea efficace per arginare questi episodi e restituire la città e la piazza ai bustesi ma la vera soluzione deve arrivare da un cambiamento culturale e di atteggiamento.
In questa deriva di violenza sta emergendo, da parte di molti, vedasi recenti dibattiti pubblici, l’idea che tutto ciò sia “figlio” del disagio sociale e delle disuguaglianze: quasi come a voler dire che gli aggressori siano, in un certo senso, meno responsabili, forse persino giustificabili, per gli atti che commettono e che gli agenti diventino il bersaglio ideologico poiché fanno parte “del sistema da combattere”.
Per capirci meglio, della serie “tiro una pietra all’ agente ma la responsabilità non è più mia ma della società che mi ha portato a compiere il gesto!”. Tutto ciò accade in un paese democratico, civile, libero ma libertà non significa fare tutto ciò che si vuole! Libertà significa anche rispetto e rispettare l’altro, rispettare le regole di una convivenza civile deve essere la prima responsabilità di ogni persona che sceglie di vivere nella nostra società: italiano o immigrato che sia!
Aggredire e minacciare degli agenti equivale a mettere in pericolo la sicurezza di tutti i cittadini. Le forze dell’ordine si occupano della gestione dell’ordine e della sicurezza pubblica: essere sfidati significa sfidare la nazione e questo è inaccettabile! Certo non tutti sono così: fortunatamente abbiamo immigrati ben integrati, rispettosi e riconoscenti al nostro territorio. Chi, però, non rispetta questi principi, non può e non deve trovare alcun tipo di difesa, giustificazione e accoglienza: deve essere immediatamente espulso attraverso le procedure che la legge tutela.Emanuele Juri Fiore (consigliere comunale Gruppo Misto) – Giuseppe Ferrario (ex consigliere comunale PRL) – Giovanna Moschitta (membro Consulta Pari Opportunità in quota Gruppo Misto) – Daniele Fiore (membro Consulta Giovani in quota Gruppo Misto)
Attolini (FdI) tappezza i portici: «Portate rispetto». Verga (Pd): «Basta scaricabarile»
