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Articoli di redazione

COMO | LARIO

Como, arriva in Italia a piedi dalla Svizzera: arrestato. Era ricercato a Macerata

12/09/2025 redazione
COMO – Il personale del Settore Polizia di Frontiera di Como-Ponte Chiasso ha arrestato un 41enne italiano residente nel maceratese. Il 41enne, proveniente a piedi dalla Svizzera, è stato fermato per un controllo di polizia [leggi]
busto sit in vigili fuoco
PRIMA PAGINA

Emergenza vigili del fuoco, Pellicini e Mascaretti: «a Varese in arrivo 35 uomini»

12/09/2025 redazione
VARESE – Emergenza vigili del fuoco in provincia di Varese, forze qualcosa si muove. L’8 settembre il primo Sit in davanti al distaccamento del corpo di Busto-Gallarate per denunciare una carenza d’organico ormai insostenibile, questioni [leggi]
NOVARA VCO

Novara, lo storico hotel Europa cambia pelle e diventa residenza universitaria

12/09/2025 redazione
NOVARA – Un hotel – per di più storico – in meno a Novara, ma una nuova residenza universitaria in più: l’hotel Europa in corso Cavallotti, a pochi passi dal centro città, dalle sedi universitarie [leggi]
Gallarate amaretti papa leone
GALLARATE | MALPENSA

A Papa Leone XIV donati gli amaretti di Gallarate

12/09/2025 redazione
GALLARATE – Conosciuti in tutto il mondo e apprezzati anche dalla famiglia reale d’Inghilterra, gli amaretti di Gallarate sono arrivati anche tra le mani di Papa Leone XIV. Sono stati donati al Pontefice grazie ad [leggi]
hashish auto arrestato varese
PRIMA PAGINA

Non si ferma all’alt ma in auto ha mezzo chilo di hashish: arrestato a Varese

12/09/2025 redazione
VARESE – Nella sua auto nascondeva cinque panetti di hashish dal peso complessivo di mezzo chilo. Un cittadino albanese di 32 anni residente in città è stato arrestato dalla Polizia di Stato di Varese per [leggi]
pressione fiscale pmi varese
ECONOMIA

Pressione fiscale asfissiante sulle Pmi: a Varese iniziano a guadagnare solo a luglio

12/09/2025 redazione
VARESE – Guardando i dati dell’ultimo anno si registra un lieve miglioramento. Ma permane comunque una situazione di difficoltà per le piccole e medie imprese, anche nella provincia dei sette laghi. È quanto emerge dall’Osservatorio [leggi]
stazioni varese biglietteria bar
VARESE | LAGHI

Riqualificazione stazioni Varese, arrivano biglietteria e bar in piazzale Kennedy

12/09/2025 redazione
VARESE – Il Comune di Varese ha pubblicato il bando per la gestione del bar che verrà realizzato all’interno del nuovo spazio di piazzale Kennedy. Si tratta dell’edificio sorto nell’ambito della riqualificazione delle stazioni e [leggi]
BUSTO | VALLE OLONA

Gorla Maggiore, la denuncia: «Mio figlio di 7 anni cacciato dall’oratorio perché musulmano»

12/09/2025 redazione
GORLA MAGGIORE – «Mio figlio di 7 anni è stato cacciato dall’oratorio ed emarginato solo perché è di religione musulmana». La denuncia di una madre di origine marocchina, che aveva iscritto il proprio bambino, nato [leggi]
generale cornacchia varese
EVENTI

Arrestò Vallanzasca e ritrovò il corpo di Moro: il generale Cornacchia a Varese

12/09/2025 redazione
VARESE – È stato un protagonista diretto della storia italiana, testimone di eventi che hanno segnato intere generazioni, come l’arresto di Renato Vallanzasca e il ritrovamento del corpo di Aldo Moro in via Caetani. Il [leggi]
varese retrocomputing comerio
EVENTI

Varese Retrocomputing: a Comerio espositori e talk sulla tecnologia vintage

12/09/2025 redazione
COMERIO – L’appuntamento è dedicato agli appassionati di tecnologia vintage, collezionisti e curiosi: l’edizione 2025 di Varese Retrocomputing si svolgerà su due giorni, per accogliere le richieste ricevute dai partecipanti. Appuntamento dunque per sabato 13 [leggi]

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  • Nella seconda metà del secolo scorso la città di Gallarate ha fatto fatica a fare i conti con la propria storia. Per cinquant’anni ha preferito coprire tutto con un velo che si riteneva opportuno (e, per certi versi, anche necessario e pietoso). Nei primi anni del dopoguerra, ancora negli anni ’40, c’era stata l’Amministrazione della Liberazione, quella di Luigi Fabbrini, sostenuta da tutte le forze politiche antifasciste, e poi una seconda Giunta, in rappresentanza di una sorta di “Fronte Popolare allargato”, sostenuta del Socialisti, Comunisti, Azionisti e Repubblicani con Sindaco Francesco Buffoni. Sono stati gli anni della ricostruzione in una situazione di emergenza, Dagli anni ’50 in poi, e fino al 1975, abbiamo avuto amministrazioni con Sindaci democristiani alle prese con i problemi dello sviluppo impetuoso della città industriale, e con le prime due grandi ondate migratorie dal Veneto e dal Meridione. Dal ’75 alla fine del secolo abbiamo poi cercato di gestire una trasformazione derivante dal progressivo declino dell’industria, che si cercava di arginare con uno sviluppo dei servizi. In questo clima, con queste evidenti priorità, non c’è stato tanto tempo - né molto interesse -per lo studio e il recupero della nostra Storia, non solo quella ancora scottante della prima parte del ‘900 (con amministrazioni democratiche, socialiste, fasciste e antifasciste) ma anche quella di tutto il secolo precedente, Risorgimento compreso. Se andiamo a sfogliare i bollettini della Società Gallaratese degli Studi Patri pubblicati nella seconda metà del ‘900 ce ne rendiamo conto. C’erano altre priorità, ma c’era anche la comprensibile necessità, relativamente ai primi cinquant’anni del secolo, di lasciar decantare una memoria che, per molti versi, era meglio lasciare coperta. Gallarate, in fondo, era ancora un “paesone” dove ci si conosceva tutti – a parte la massa dei nuovi immigrati – e dove era meglio non andare a tirar fuori quello che era rimasto in tanti armadi che erano stati chiusi il 26 aprile del 1945. Diversi fascisti della prima ora si erano progressivamente allontanati dal regime già negli anni più bui ed erano tornati ad esercitare nei negozi, nelle fabbriche e negli studi professionali. Solo i più esaltati erano rimasti fino all’ultimo; alcuni – pochi - avevano pagato con la vita e quasi tutti gli altri, amnistiati, avevano spesso preferito trasferirsi, a volte recuperando cariche nella pubblica amministrazione, o nella pubblica sicurezza, in altre città. Così tutto è rimasto sotto un velo per cinquant’anni Pensiamo alle tragiche vicende di Clara Pirani Cardosi e di Lotte Froelich Mazzucchelli. La prima era la moglie del preside della più prestigiosa scuola superiore di Gallarate. Eppure in quel Liceo, per cinquant’anni, nessuno ha mai tirato fuori quel “problema nascosto”, quello della moglie del Preside arrestata proprio di fronte alla scuola e portata in un campo di sterminio solo perché era nata ebrea. A chi frequentava quella scuola nessuno lo diceva, in quegli anni. Tutto sotto un velo. E così per Lotte, nonostante fosse stata la moglie di un avvocato socialista, amministratore comunale nel dopoguerra. Anche nel suo caso, tutto sotto un velo per cinquant’anni. Ma questo vale anche per altre memorie storiche cittadine, più antiche. Si pensi, per esempio, al Sipario Risorgimentale del Teatro Condominio, non solo di grande valore storico ma anche artistico, considerando l’attribuzione all’Induno. Un sipario che era rimasto abbandonato in condizioni pietose per decenni in Palazzo Broletto, nell’assoluto disinteresse di chi aveva il compito e la responsabilità di curane la conservazione. Una tela che il FAI aveva meritoriamente recuperato e messo in sicurezza con la collaborazione della Amministrazione Guenzani ma che adesso, da dieci anni, giace nuovamente in un corridoio, questa volta nel deposito della ex Galleria d’arte di Viale Milano. A nostro avviso le due questioni – sipario e affresco - viaggiano in parallelo. Ma questo vale anche per il Cimitero Monumentale del Boito e per una serie di monumenti storici e artistici che all’interno del camposanto giacciono in deplorevole stato di abbandono. E così per tante altre memorie che sarebbe lungo citare; perfino i documenti del Comitato di Liberazione Nazionale di Gallarate non erano mai stati consegnati all’Archivio Nazionale, e così le carte delle Brigate Nere. Solo l’impegno del compianto Direttore della Biblioteca, Giovanni Mariani, ha permesso il successivo recupero di alcuni di quei documenti, che erano stati custoditi dall’ex Sindaco Pasta ma che erano solo una parte di un ben più vasto archivio in gran parte disperso (o fatto sparire) e che nessuno ha mai cercato di ritrovare e restituire alla nostra Storia. E’ in questo quadro che si colloca la vicenda dell’affresco rimasto celato all’interno del salone di rappresentanza di Palazzo Minoletti, sotto uno strato di calce, per più di 80 anni. Celato quando il palazzo era diventato Casa Matteotti, quando fu utilizzato come sede di una cooperativa popolare di consumo, quando – passato allo Stato - divenne Ufficio Postale e poi Ufficio del Dazio e delle Imposte, prima di ritornare proprietà del Comune. Noi crediamo che nessun appassionato di storia possa accettare che una qualsiasi forme di “damnatio memoriae”, comunque giustificata, possa comportare la cancellazione perpetua di una memoria storica. Noi pensiamo quindi che, così come per altre componenti del patrimonio storico comunale, dovrà arrivare anche il momento di un recupero dell’affresco. Al di là di questo particolare, noi crediamo che ci debba comunque essere, relativamente a questa specifica iniziativa, tutta una serie di approfondite considerazioni preliminari che sono assolutamente necessarie: sui tempi, sulle modalità, sulla finalità, sulla compatibilità rispetto all’uso dell’immobile, sulla contestualizzazione, sul soggetto promotore e su quello responsabile delle modalità di presentazione e, non da ultimo sulla sostenibilità finanziaria. Ci sembra giusto che l’Architetto Scaltritti abbia oggi sollevato il problema, in base alle sue conoscenze e valutazioni. Riteniamo che questa possa essere una prima tappa, preliminare rispetto a una riflessione più generale sulla conservazione di tutto il patrimonio storico cittadino. Nel caso specifico dell’affresco - che noi leghiamo comunque a tutte le altre situazioni in città dove a nostro avviso sono necessari interventi anche più urgenti e più importanti - ci sono degli aspetti peculiari da tenere in attenta considerazione. Ci limitiamo a ricordare il primo - il più evidente - che già in molti hanno citato. L’affresco non è in un qualsiasi edificio pubblico, è collocato in un ambito molto delicato che l’Amministrazione Comunale ha voluto affidare a un ente privato con finalità di istruzione ai giovani. Questo comporta una particolare attenzione alla contestualizzazione storica dell’opera con anche una adeguata presentazione del suo significato (pensiamo anche solo alla figura di quegli uomini che, come antichi schiavi egizi, edificano la città sotto l’immagine del Duce a cavallo). Già le “sgrammaticature” presenti nei pannelli posizionati fuori dall’edificio – quelli che vorrebbero sintetizzarne la storia ma che riescono solo a banalizzarla – dimostrano purtroppo, a nostro avviso, una colpevole faciloneria nel modo in cui viene oggi affrontato questo aspetto. In primavera la dirigenza della scuola aveva assicurato che sarebbe intervenuta; sono passati più di sei mesi e stiamo ancora aspettando. Anche in questa ottica, dobbiamo respingere oggi un metodo che si riduce al confronto fra una serie di proposte estemporanee, a volte fantasiose o addirittura fantascientifiche. Occorre a nostro avviso, al contrario, mettere insieme e avviare in modo ponderato e consapevole un adeguato concerto di competenze storiche e artistiche, per valutare quale possa essere innanzitutto il programma complessivo della conservazione del patrimonio cittadino in modo da potervi poi inserire, nel rispetto della complessità del problema, le singole iniziative necessarie con le conseguenti priorità. gallarate affresco duce minoletti
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