«Riprendiamoci le piazze di Busto»: c’è Lattuada alla guida del presidio contro i “maranza”

BUSTO ARSIZIO – Emergenza sicurezza, in piazza Garibaldi arriva Checco Lattuada: è lui, ormai da tempo allontanatosi da Fratelli d’Italia, a chiamare a raccolta «tutti coloro che hanno a cuore la propria città» per un presidio spontaneo contro i “maranza” e le baby gang, dietro lo slogan “Difendiamo la nostra città”, in programma domenica 26 gennaio alle 18, proprio nella piazza della rivolta contro la Polizia. «Non possiamo restare indifferenti, sarebbe da vili e ingrati» l’appello dell’ex responsabile territoriale di FdI – recentemente al centro di una polemica sul suo saluto romano in un post social – che rimanda all’Italia «ricostruita con il sangue versato dal Carso ad El Alamein». Classici riferimenti storici della destra.

Il ritorno di Lattuada

«La questione è l’agibilità delle nostre piazze: se sono in difficoltà io, che faccio boxe e ho preso i Daspo, figuriamoci una mamma con il passeggino» rivela Checco Lattuada, che si è fatto portavoce dell’appello divulgato sui social a partecipare al presidio. «C’è dietro un movimento, un sentimento che sta crescendo, si chiama “Difendiamo la nostra città” e sta nascendo da chi vuole più decoro e sicurezza. In piazza si faranno vedere le forze sane della città, un insieme di persone e di gruppi senza sigle né etichette ma solo con le bandiere italiane, per far capire che certi personaggi nelle nostre piazze non possono fare quello che vogliono». La scintilla in realtà era già scattata prima della rivolta contro la Polizia di piazza Garibaldi: «Ci stavamo già muovendo per organizzare questo presidio, e dopo quello che è successo ci siamo anche chiesti se fosse ancora il caso di farlo» ammette l’ex esponente di Fratelli d’Italia. «Un segnale alla politica? I segnali non servono a un ca..o, come non servono le vuote parole sentite in questi giorni. Si sveglino e tornino a frequentare le piazze». E per il Checco un vero e proprio ritorno alla politica, anche se non è più quella dei partiti: «Questa è politica, non quella delle beghe di potere ma quella che fa chi è radicato sul territorio».

La “chiamata” del Checco

Dopo la domenica dei gazebo dei partiti di governo (a Roma come a Busto Arsizio) Fratelli d’Italia e Lega, scesi in piazza per esprimere solidarietà alle forze dell’ordine dopo i fatti di piazza Garibaldi, ecco che a cavalcare l’emergenza sicurezza arriva anche Francesco Lattuada, figura storica (e controversa) della destra bustocca ormai fuori dai radar della politica e rientrato in prima linea nella sfida del rilancio della “sua” Comunità Giovanile di vicolo Carpi, da lui fondata insieme a Giovanni Blini. È proprio lui a lanciare l’appello per un «presidio spontaneo» in piazza Garibaldi, domenica 26 gennaio alle 18. «A Busto, come ormai in tutte le città d’Italia, si sta presentando il fenomeno delle baby gang, costituite da giovani non integrati nel tessuto cittadino – sostiene Lattuada – a denunciarlo sono i nostri figli, i nostri nipoti e i loro amici. Ne abbiamo avuto la riprova pochi giorni fa, quando nella centralissima piazza Garibaldi di Busto Arsizio, è esplosa una vera e propria rivolta culminata con l’aggressione di due agenti di polizia».

«Dal Carso ad El Alamein»

Per “il Checco” «l’ideologia dominante e il mainstream hanno messo il silenziatore e ridotto all’impotenza stampa, tutori dell’ordine, magistratura e circo partitico. Se i centri città rischiano di essere preclusi ai nostri giovani, e non solo, sicuramente è il momento di dire basta». Un vero grido di battaglia: «I nostri paesi, le nostre città sono state edificate dai nostri genitori, dai nostri nonni, dai nostri antenati con fatica e sudore. E con il sangue versato dal Carso ad El Alamein, hanno faticosamente ricostruito un’Italia distrutta e, dopo il secondo dopoguerra, l’hanno resa nuovamente una potenza economica mondiale. Per loro, per noi e per i nostri figli, non possiamo restare indifferenti, sarebbe da vili e ingrati. Invitiamo tutti i cittadini a partecipare al presidio spontaneo, aperto a tutti i coloro che hanno a cuore la propria città».

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