Incontro in biblioteca: il legame tra Carlo Maciachini e l’architettura di Busto

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BUSTO ARSIZIO– Un libro e un incontro per scoprire il legame artistico tra Carlo Machiachini, architetto e precursore del liberty e la città di Busto Arsizio.

Questa sera, mercoledì 6 marzo, alle 18 nella sala Monaco della biblioteca comunale di Busto verrà presentato il volume “Maciachini. Un positivista eclettico”, curato da Carla De Bernardi, presidente dell’associazione amici del Monumentale e Lalla Fumagalli, edito da Jaca Book. La presentazione è patrocinata dall’assessorato alla Cultura.

Il libro è un omaggio all’architetto Carlo Maciachini ed è stato pubblicato a duecento anni dalla sua nascita. L’archietto è considerato uno degli esponenti più illustri dello stile neogotico italiano e precursore del liberty.

Dopo la formazione a Brera, l’artista è stato attivo principalmente nella costruzione e ristrutturazione di chiese ed edifici funerari, come il cimitero monumentale di Milano. Ha lavorato persino a Busto per la progettazione del cimitero, l’ampliamento della Basilica di san Giovanni e di Palazzo Gilardoni, attuale sede del comune della città e  per il campanile del santuario di Santa Maria di Piazza. I lavori per quest’ultimo iniziarono nel 1886 su commissione di Giuseppe Tettamanti, prevosto del tempo. I lavori terminarono l’anno seguente dopo alcune aggiunte e varie modifiche.

«Il volume rappresenta un omaggio a cui l’amministrazione partecipa con convinzione: Maciachini ha dato moltissimo al nostro territorio e anche alla nostra città afferma l’assessore alla Cultura Manuela Maffioli – Dell’architetto e della sua attività parla in modo puntuale l’architetto Augusto Spada che, con il suo intervento nel volume, valorizza l’indelebile passaggio di Maciachini nella nostra città. L’agire dei grandi artisti ha del resto questo privilegio, di rimanere immortale, sulla carta, su una tela, sulla pietra. E di rendere così essi stessi immortali, immanenti le loro opere. Così è per il grande architetto, che resterà nel tempo sempre in qualche modo parte della nostra Busto».

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