di Guido Bonoldi*
Non pochi lettori di Malpensa 24 avranno letto il famoso romanzo di Jonathan Swift “I viaggi di Gulliver” nel quale il protagonista Lemuel Gulliver racconta le sue avventure attraverso mondi sconosciuti e fantastici; io, confesso, non l’ho mai letto, ma da qualche anno partecipo ad avventure fantastiche, ma reali, nel mondo di Gulliver.
Sto parlando del Centro così noto a Varese e Provincia, “il luogo dove la fragilità diventa forza“, la Cooperativa Sociale nata negli anni ’80, come ambito di recupero per persone affette da dipendenze, che ha esteso in seguito il suo raggio d’azione alla cura dei pazienti psichiatrici, al sostegno alle famiglie e alla genitorialità, all’animazione e al tempo libero, alla formazione. Ma come non avevo mai letto il romanzo di Swift, così anche del Centro Gulliver, fino a qualche anno fa, avevo solo una vaga conoscenza, ne avevo sentito parlare.

L’occasione per una conoscenza diretta venne alla fine del 2018, quando in qualità di Presidente della Fondazione Molina proposi a Gulliver di tenere un corso per Ausiliari Socio-Assistenziali (Asa) per tre Rsa, oltre al Molina, la Menotti-Bassani di Laveno e la Fondazione Menotti di Cadegliano; un corso attraverso il quale avremmo offerto borse di studio ed anche possibilità di lavoro per una ventina di allievi. Fu un esperienza molto positiva che avviò un rapporto cordiale con Gulliver ed in particolare con il suo Presidente Emilio Curtò, uomo con un illustre passato da magistrato, dotato di grande vivacità intellettuale e con il quale non si fatica a diventare amico, e con il suo direttore, Raffaella Valenti, che non ha bisogno di imporsi per dirigere, perché dotata di pacata autorevolezza e di grande capacità di discernimento.
Un’altra occasione di collaborazione si presentò nella primavera del 2022, in seguito all’aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina e all’arrivo dei profughi. Nel frattempo ero diventato consigliere comunale con delega alla sanità e, dato che il Governo italiano aveva saggiamente stabilito che i profughi con professioni sanitarie avrebbero potuto esercitare in Italia, proposi a Gulliver di organizzare per loro un corso online di introduzione al nostro sistema sanitario, coinvolgendo docenti di grande valore come Giovanni Daverio e Luca Degani; in quella occasione ebbi la possibilità di collaborare in particolare con Stefano Marazzi, tanto capace quanto paziente, uno degli uomini più buoni del mondo, o per lo meno dell’Insubria, visto che è un comasco che lavora a Varese.
Nel giugno 2022 iniziò il percorso che avrebbe portato al progetto Magellano. In un messaggio whatsapp del 15 giugno scrivevo così: “cara Raffaella, ho costituito un gruppo che ho intitolato Magellano, per condividere conoscenze, idee ed iniziative riguardanti il reclutamento di operatori sanitari dall’America Latina…sarebbe bello che potessi partecipare anche tu, perché potresti dare un contributo fondamentale sul versante dei corsi di formazione”. La risposta di Raffaella fu positiva ed iniziò così un’avventura che sta portando a tanti “viaggi con Gulliver” per infermieri e studenti in infermieristica provenienti da Paraguay, Argentina e Perù.
In questi ultimi due anni la mia collaborazione con Gulliver è diventata molto stretta, tanto che nel febbraio di quest’anno sono stato nominato socio onorario e adesso posso dire “noi di Gulliver”. Oltre ad Emilio, Raffaella e Stefano, sono diventato amico anche di Emy Napoli, la dinamica segretaria di Presidenza, che è in grado di fornirti in un minuto lo stesso numero di dati dei più sofisticati programmi informatici, di Elisabetta Scarpone, che si occupa di risorse umane e che ti rincuora con un grande sorriso ogni volta che passi davanti al suo ufficio, di Lorenzo Gabbatore, che cura i conti con grande serenità, probabilmente anche perché sono in ordine.
L’elenco sarebbe ancora lungo, ma quello che mi sorprende sempre è il clima che si respira da Gulliver, serenità ed accoglienza, unitamente alla disponibilità ad affrontare nuove sfide (e da parte mia non mi tiro indietro nell’inventarne sempre di nuove). Più recentemente ho avuto occasione di frequentare due gioielli di Gulliver, le comunità psichiatriche di Cantello, “Cielo e Terra” e “Vento e Fuoco” e di conoscere ed apprezzare il team che vi opera, guidato da Giovanni Croce, medico psichiatra, ed Ombretta Mina, psicoterapeuta, persone che hanno la cura nello sguardo. Così, siccome per le due comunità sarebbe stato utile poter contare con un medico internista/geriatra che potesse prestare la sua opera di volontario, non potendolo fare io, ho trovato una collega molto più brava di me, la dottoressa Silvana Puricelli.
*medico e consigliere comunale di Varese
