Giuseppe Bossi, il bustocco che salvò l’Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci

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BUSTO ARSIZIO – Se ancor oggi possiamo ammirare il celebre Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci lo si deve a un bustocco: Giuseppe Bossi, uno dei protagonisti del neoclassicismo milanese accanto a Ugo Foscolo, Giuseppe Parini, Alessandro Manzoni e Carlo Porta e collezionista delle opere del genio toscano.

busto giuseppe bossiBossi, figlio di Francesco Antonio e Teresa Bellinzaghi, nacque a Busto Arsizio l’11 agosto del 1777 nella parrocchia di San Giovanni in una casa di Santa Maria in Valle, come ricorda ancora oggi un’epigrafe. Studiò all’Accademia delle Belle Arti di Brera, della quale nel 1801 divenne segretario. Proprio in questo ruolo esercitò la grande intraprendenza dei bustocchi: lavorò alla redazione del nuovo Statuto di Brera introducendo sostanziali riforme e novità nell’insegnamento accademico e condusse in breve l’istituto ad avere un ruolo preminente nella determinazione del gusto del tempo in Italia settentrionale. Giuseppe Bossi fu anche determinante nel dare vita e far crescere la Pinacoteca di Brera, che venne dotata del suo primo nucleo di opere. Ma la grandezza di questo concittadino si manifestò anche nell’esercizio della sua passione per la collezione di opere d’arte. In particolare quelle di Leonardo da Vinci. Bossi, infatti, acquistò quello che oggi è il nucleo più prezioso e consistente dei fogli di Leonardo in mano pubblico. Compreso l’Uomo vitruviano, in queste settimane esposto alle Gallerie dell’Accademia di Venezia nell’ambito delle celebrazioni in corso in Italia e in Europa per il quinto centenario della morte di Leonardo.

Come tutti i fogli di Leonardo da Vinci oggi alle Gallerie dell’Accademia, anche questo straordinario disegno proviene dalla raccolta grafica del milanese Giuseppe Bossi. Dal diario di Bossi si apprende che nel 1807 egli era acquistò un importante insieme di disegni di Leonardo appartenente alla famiglia De Pagave, la quale a sua volta lo aveva ottenuti dalla contessa Anna Luisa Monti, erede del cardinale Cesare Monti (1594-1650).

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