Brinzio, casa svaligiata durante la veglia funebre. Il sindaco: «Pronti ad armarci»

BRINZIO – Tre colpi nel giro di pochi minuti. E Brinzio si ritrova «Sotto assedio -spiega il sindaco Massimo Piccinelli, per tutti Mimmo – Da un mese stiamo subendo un’ondata di furti senza precedenti. La gente ha paura e, lo dico come provocazione ma sino a un certo punto, il paese è pronto ad armarsi».

Anziani e donne sole

«I ladri sono senza scrupoli e senza paura – prosegue il primo cittadino – Entrano nelle abitazioni pur sapendo che i proprietari sono presenti. Non gli importa di niente, mentre i cittadini onesti sono spaventati: cosa potrebbe accadere se questi malviventi venissero sorpresi dalle vittime? Anche perché vengono spesso prese di mira le case dove vivono donne sole o coppie di anziani. Siamo esasperati e molto preoccupati».

Il furto durante la veglia funebre

E ieri, giovedì 30 ottobre, è andato in scena il furto più odioso. E’ accaduto in via Dante intorno alle 18. I proprietari di casa hanno subito un lutto. Un caro famigliare è venuto a mancare e i parenti, come si fa per rispetto e per amore, al piano terra dell’abitazione hanno allestito la camera ardente. In tanti si sono presentati per porgere le condoglianze e mostrare rispetto e vicinanza. Al piano superiore, intanto, i ladri hanno arraffato tutto quello che potevano prima di sparire.

Tre colpi in una sera

«Ma non è finita – spiega il sindaco – Dopo quella prima abitazione i ladri ne hanno svaligiate altre due. Mentre i carabinieri effettuavano un sopraluogo nell’abitazione del primo colpo i malviventi hanno ripulito due case dall’altra parte del paese. Sono almeno tre, una fototrappola li ha immortalati dopo la seconda incursione. E’ un mese che versiamo in queste condizioni. E’ una vergogna, ogni settimana succede qualcosa. Di certo segnalerò quanto sta accadendo al Prefetto di Varese, i cittadini sono terrorizzati. Stiamo valutando anche di promuovere un incontro pubblico con le forze dell’ordine per capire casa è possibile fare. Sembra che non ci siamo deterrenti che tengano: doppi vetri sfondati, allarmi messi fuori uso e telecamere rotte. Niente sembra poterli fermare e allora io torno sulla mia provocazione: il paese, a questo punto, è pronto ad armarsi».

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