Busto cambia il servizio Whatsapp ed è un caso. La startup: «Pronti alle vie legali»

BUSTO ARSIZIO – Da Whatsapp alle carte bollate il passo è breve: BA Informa, il servizio di messaggistica del Comune di Busto Arsizio, diventa un caso. «Ci riserviamo di valutare ogni azione a tutela della nostra reputazione e della correttezza dell’informazione, anche in sede legale» annuncia Mevitech, la startup brianzola che due anni fa ha dato il via al servizio, che oggi conta oltre 5.800 iscritti. L’oggetto del contendere è la migrazione verso un canale Whatsapp, annunciata nei giorni scorsi, ma soprattutto il messaggio spedito agli utenti in cui il Comune scrive che «il sistema attuale non garantisce più la velocità e l’affidabilità richieste». Parole che «espongono ad un danno d’immagine» per la startup.

La migrazione

«A breve, i messaggi non saranno più inviati privatamente – questo il messaggio che BA Informa ha spedito nella giornata di oggi, 11 settembre agli iscritti al servizio – questa decisione è necessaria perché, con oltre 5.800 iscritti, il sistema attuale non garantisce più la velocità e l’affidabilità richieste. La nuova soluzione ci permette di raggiungere tutti contemporaneamente in modo stabile e puntuale». L’«evoluzione» del servizio Whatsapp era già stata annunciata con una nota stampa da Palazzo Gilardoni: «Il precedente sistema si basava sull’invio singolo dei messaggi a ogni utente registrato, una modalità che, con l’aumento degli iscritti, causava notevoli ritardi. C’era quindi il rischio che le segnalazioni che richiedono immediatezza, come gli avvisi sulla viabilità dovuti ai recenti interventi a causa del maltempo, arrivassero troppo tardi per essere utili».

La reazione

Ma la startup, che ha tuttora un contratto in essere con il Comune di Busto Arsizio, non ci sta, anche perché avrebbe scoperto tutto a cose fatte, dopo una serie di blocchi al servizio che erano stati affrontati e risolti: «Non abbiamo mai ricevuto comunicazioni di inadempienze o lamentele – spiega Gianluca Merazzi, amministratore delegato di Mevitech – se ci fosse stato un confronto preventivo, avremmo potuto portare la nostra esperienza per illustrare vantaggi, rischi e alternative, e avremmo personalmente sconsigliato la scelta di spostarsi su un canale WhatsApp». Di qui l’ipotesi di adire le vie legali per tutelare la reputazione della società: «Dichiarare ai cittadini che “il sistema attuale non garantisce velocità e affidabilità” non rispecchia la realtà ed espone la nostra azienda a un danno d’immagine, minando anche la fiducia di altri enti che già utilizzano o stanno valutando i nostri servizi».

Il Comune di Busto ora comunica anche con Whatsapp: al via il servizio BAInforma

busto arsizio whatsapp vie legali – MALPENSA24
Visited 3.799 times, 1 visit(s) today