BUSTO ARSIZIO – La sanità territoriale? Pochi minuti di discussione lasciati ai capigruppo di minoranza e la maggioranza boccia senza dire una parola la mozione delle opposizioni. Poi però sulle mozioni di Fratelli d’Italia sul no all’utero in affitto e alla farina di grilli si dibatte per un’ora e mezza per portare a casa l’approvazione. È successo nel consiglio comunale di ieri sera, 26 ottobre, prima che sulla sala esagonale si abbattesse l’ira funesta del sindaco Emanuele Antonelli sul caso Attolini (e sulla vicenda Coop).
Botta e risposta
Una scelta di temi su cui il segretario del Pd Paolo Pedotti non manca di tirare una frecciata: «Sono sconvolto dal silenzio della maggioranza sul tema della sanità territoriale. Non è a noi ma ai vostri elettori che dovreste dire qualcosa». Ma dalla Lista Antonelli Matteo Sabba risponde senza troppi giri di parole: «Non parliamo di temi di interesse per i cittadini? Ognuno guarda ai propri elettori: i vostri sono sempre meno, secondo me i nostri sono più soddisfatti. Fatevi due conti, ci sarà un motivo».
Silenzio sulla sanità
La situazione della sanità territoriale è un tema caldo, e all’indomani della firma dell’Accordo di Programma per il nuovo ospedale i gruppi di opposizione scelgono di emendare la loro stessa mozione per depurarla da ogni riferimento alla questione del polo che sorgerà a Beata Giuliana. «La firma del l’AdP è uno spartiacque che toglie il tema dell’ospedale unico dalle incertezze che lo hanno preceduto e dà un indirizzo preciso – spiega Maurizio Maggioni (PD) – ora dobbiamo impegnarci per garantire da qui al 2029 i servizi territoriali di cui c’è bisogno e la funzionalità piena del presidio ospedaliero di Busto Arsizio». A ruota Gianluca Castiglioni (BaC) parla anche da operatore sanitario: «La riforma sanitaria teoricamente con le Case di Comunità dovrebbe cambiare il volto alla sanità territoriale ma nella pratica anche a Busto le cose lasciano ancora abbastanza a a desiderare, quindi un impegno di tutto il consiglio comunale per dare attenzione a questi servizi sarebbe importante». Poi però l’elenco degli interventi prenotati rimane desolatamente vuoto e la maggioranza non fa altro che bocciare uno dopo l’altro (14 voti contro 8) gli emendamenti dell’opposizione e poi il testo della mozione. Senza dire una parola sui problemi della sanità a Busto. Come a dire: “non ci facciamo dettare l’agenda dalle opposizioni”. Ma intanto ne esce un silenzio assordante.
Utero in affitto e farina di grilli
Poi però tocca alle mozioni di Fratelli d’Italia sull’utero in affitto e sulla farina di grilli e la maggioranza ritrova la voce. «Sui problemi più vicini ai cittadini abbiamo scelto il silenzio – fa notare polemicamente il Dem Maggioni – qui su un tema nazionale si discute con dovizia di interventi». Sulla surrogazione di maternità Luca Folegani (FdI) chiede di «prendere una posizione netta di contrasto a questa pratica abominevole»: alla luce dell’introduzione del reato universale in Parlamento la mozione impegna il Comune a non registrare all’anagrafe i figli nati all’estero con questa pratica e a varare una campagna di comunicazione sulla questione. Per Valentina Verga (PD) «stiamo un po’ ideologizzando questo tema, si rischia di banalizzarlo. Non è questo il luogo». La discussione genera anche battibecchi, con Pedotti che intravede il rischio di «persecuzione di italiani» e Claudia Cozzi (FdI) che lo riprende «non riuscite proprio a non buttarci dentro un riferimento alle leggi razziali», mentre Santo Cascio (Progetto in comune) invita a considerare la maternità surrogata anche «come possibile aiuto solidaristico gratuito, da regolamentare non ideologicamente, per combattere il calo delle nascite» e sempre Cozzi lo bolla come «di cattivo gusto, con tanti bambini che aspettano un’adozione». Non poteva mancare all’appello Max Rogora (FdI): «Devo dare una sculacciata al mio amico Cascio, che un mese fa diceva di aver insegnato ai suoi figli a non imparare da Silvio Berlusconi con le donnine, ora invece dovrei spiegare ai miei figli che Paolo e Claudio vanno in Spagna a fare un’ammucchiata con una donna per avere un figlio». Al voto nessuna discussione: la maggioranza è granitica e la mozione passa. Stesso schema sulla farina di grilli, con l’assessore alle politiche educative di Fratelli d’Italia Daniela Cerana che relaziona sul fatto che nelle mense scolastiche non è previsto alcun utilizzo di farine derivate da insetti. «Sentite le rassicurazioni dell’assessore, non ha senso votare questa mozione» sottolinea Castiglioni, con l’opposizione che invita a trasformarla in raccomandazione. E se Sabba ammette che «è incredibile, concordo due volte su due con FdI, ma mi sembra di essere un alieno, con un’opposizione che chiede di trasformare una mozione in raccomandazione», alla fine il centrodestra fa valere la legge dei numeri, superando i dubbi che avevano accompagnato la mozione alla sua presentazione.
Le convergenze
Eppure, al di là dei battibecchi e prima dello scontro sul caso Attolini, c’erano state anche diverse convergenze bipartisan. Come sulle intitolazioni, con l’impegno del sindaco Emanuele Antonelli sia a scrivere una lettera a Sea per l’intitolazione di Malpensa a Cipriano Facchinetti «anche se noi non contiamo tanto» (con BaC che accetta di trasformare la mozione in raccomandazione) sia a individuare uno spazio da dedicare a Emanuela Loi, la poliziotta morta al fianco del giudice Paolo Borsellino nella strage di via D’Amelio, con la mozione della consigliera dem Cinzia Berutti approvata a larga maggioranza (astenuti Tallarida e Sabba). O sulla mozione di Emanuele Fiore (gruppo misto) per esprimere solidarietà al popolo armeno dell’Artsakh, approvata all’unanimità.
