BUSTO ARSIZIO – “Dal codice rosso al d.l.Roccella”. E’ questo il titolo del convegno organizzato da Sap – Sindacato autonomo di Polizia, lunedì 12 febbraio a Busto Arsizio ai Molini Marzoli. Al centro del dibattito un tema di drammatica attualità come quello della violenza contro le donne in una sala Tramogge gremita anche grazie ad un parterre di grande rilievo con il sostituto procuratore alla Procura di Busto Arsizio, Carlo Alberto Lafiandra; la vice questore aggiunto della divisione anticrimine della Questura di Milano, Caterina Crapanzano; l’ispettore di pg Antonello Ciriaci; il coordinatore della rete territoriale antiviolenza, Sandro Massi; la responsabile dell’area legale di Eva odv, Cristina Torretta; per la fondazione Heal, Simone De Biase.
Rete antiviolenza
Sul palco anche i saluti istituzionali dell’assessore alle Politiche sociali ed inclusione del Comune di Busto Arsizio, Paola Reguzzoni e delle eurodeputate della Lega, Silvia Sardone e Isabella Tovaglieri.
Il convegno ideato e organizzato dal Sap insieme al Sim Gdf è stato introdotto dal segretario provinciale del Sap, Cristian Sternativo, dal segretario nazionale del Sim Gdf, Felice D’Auria e dal segretario nazionale del Sap, Giampiero Timpano.
Il convegno moderato dal giornalista Norman di Lieto, ha visto Massi, coordinatore della rete territoriale antiviolenza, illustrare il ruolo di trait-d’union che è chiamato a svolgere una rete territoriale antiviolenza con una doppia missione: sia preventiva che di protezione delle vittime.
Lafiandra ha approfondito tutta la parte normativa introdotta dal dl Roccella con i suoi 19 articoli ed è stato lo stesso sostituto procuratore a voler al suo fianco l’ispettore Ciraci con cui lavora a stretto contatto. Crapanzano ha spiegato il tema dell’ammonimento in un’ottica di attività di prevenzione del reato e di come solo nella città di Milano, il numero sia notevolmente aumentato.

Formazione indispensabile
Torretta ha raccontato di come Eva odv, centro antiviolenza di Busto Arsizio si occupi anche di formazione degli operatori che dovranno lavorare a stretto contatto con le vittime di violenza, avvocati compresi. In sala, operatori della Polizia di Stato e Locale, Carabinieri, e una folta platea di avvocati. In chiusura, De Biase della fondazione Heal – che si occupa di raccogliere fondi per la ricerca contro i tumori in ambito pediatrico – ha raccontato di come esista un altro tipo di violenza: nella loro fondazione hanno dovuto registrare come molte donne, quando i propri compagni scoprono la malattia del figlio, abbandonano entrambi al proprio destino, andandosene per sempre.
Il dl Roccella
Alla fine, numerose le domande, per comprendere meglio come il dl Roccella ‘impatti’ sull’attività quotidiana degli operatori di sicurezza che hanno riempito la sala visto il tema di grande attualità affrontato.
Il dl Roccella è appena entrato in vigore, il Codice Rosso c’è dal 2019: occorre verificare col tempo come si integrino e completino per permettere un’attività di prevenzione volta a cercare di sconfiggere numeri drammatici. La normativa si concentra sulla prevenzione più che sulla repressione, con l’obiettivo di interrompere il ciclo della violenza, richiamando la responsabilità degli uomini nel combattere la violenza sulle donne.
