Busto, gli arrabbiati di Forza Italia si confrontano a cena: pronti alla guerra

Forza Italia Angera

BUSTO ARSIZIO – “Forza Italia è morta”. A sostenerlo, sottovoce e premurandosi che i microfoni siano davvero spenti, sono parecchi esponenti azzurri anche di rilievo. Ma dentro il partito c’è grande fermento. Perché nell’apparente immobilismo politico nessuno sta fermo tra i berlusconiani. Anche a Busto. Anzi, tra questi c’è chi parla quasi da ex. Insomma ognuno ha iniziato a giocare la sua partita. Che per ora è fatta di contatti, incontri quasi carbonari utili a sondare terreni oggi inesplorati, a fare la conta di “chi ci sta” per poi compiere ciò che tutti si aspettano, ma nessuno ha ancora il coraggio di mettere in atto: lo strappo. Che potrebbe essere anticipato a livello locale e proprio nella provincia che ha sempre regalato ai berlusconiani grandi soddisfazioni (in termini percentuali) anche nei momenti più complicati. E che oggi deve fare i conti con la dura realtà del 5% dato dai sondaggi a tutte le latitudini.

Venti di guerra

A cena per definire strategie di guerra. Che Forza Italia sia una polveriera è risaputo. E sono sempre più forti i tentativi di mandare a carte e quarantotto l’intera geografia politica provinciale. Con particolare attenzione a Gallarate, a Villa Recalcati e, per una reazione a catena, a Busto Arsizio. A pigiare il dito sul detonatore ci vorrà tanto coraggio e potrebbe essere quel pezzo di Forza Italia che, quando il partito viaggiava a gonfie vele, ha di fatto deciso o avvallato le candidature dei sindaci di Busto Antonelli, di Gallarate Cassani e del presidente della Provincia di Varese.

La cena

Il primo segnale che qualcosa si sta muovendo tra gli azzurri potrebbe arrivare a tavola. Quando nei prossimi giorni esponenti forzisti, ex forzisti e di area civica si troveranno per una cena. Niente dress code all’ingresso, ma a quanto pare una scrematura sugli invitati è stata fatta. Gli insider, senza rivelare né la data né il luogo, dicono che non saranno pochi i commensali e delineano anche un possibile geografia di chi siederà a tavola. Ci sarà molta Forza Italia: gli azzurri che fanno riferimento alla corrente di Libertas, per intenderci Giuseppe Zingale, Paolo Della Vedova, la consigliera Francesca Tallarida, Enrico Salomi, i fratelli Bottigelli. Ma anche, seppur non appartenenti a questa corrente azzurra, Carmine Gorrasi, Alessandro Chiesa e Paolo Montani. Insomma una bella fetta del partito, o di quel che resta. E non solo. Interessati a capire come si sta muovendo la Forza Italia meno allineata alla rotta commissariale e sempre secondo i ben informati ci saranno anche i civici (o una parte di loro) che ruotano attorno a Risvegliamo Busto, il cui punto di riferimento è Francesco Iadonisi.

Viva Busto o Busto viva

Uscire da Forza Italia per andare dove?“. E’ questo il dilemma che in molti si pongono, anche se c’è chi ormai con sempre più interesse e convinzione sta guardando al partito di Renzi. E che questo possa diventare in un domani non più tanto lontano un approdo politico lo potrebbe dire il nome che verrà dato all’associazione (ma c’è chi preferisce chiamarla “contenitore”) che potrebbe prendere vita con l’obiettivo di giocare la partita delle prossime amministrative. C’è infatti che pensa di battezzare la “creatura” Busto viva o Viva Busto, per posizionarsi al centro (luogo politico metafisico, che inizia a essere davvero affollato), chiaramente vicino al Matteo fiorentino e senza prendere posizione, per ora, nella partita bipolare tra centrodestra e centrosinistra.

Certo dire ora quale strada prenderanno i partecipanti alla cena segreta è difficile dirlo. Anche perché i contatti aperti sono su più fronti. E anche disparati. Infatti, c’è chi ha strizzato l’occhio a Toti, chi dialoga con la Lega e ragiona su una possibile alternativa alla candidatura Antonelli e chi con il Partito Democratico, dove c’è chi non ha ancora scelto, ma è tentato di passare in Italia viva.

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