Fronte del no ai tagli nei viali alberati: «Patrimonio di Busto da tutelare»

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BUSTO ARSIZIO – I viali alberati della città sono «un patrimonio da tutelare». Legambiente e Movimento Per Busto lanciano la mobilitazione, con un’affollata assemblea pubblica che si è tenuta lunedì sera, 4 novembre, a Villa Tovaglieri. «Viali di pregio da vincolare, come gli alberi monumentali» suggerisce l’architetto Giovanni Ferrario. L’iniziativa nello stesso giorno in cui Comune e Agesp Attività Strumentali iniziavano ad intervenire con il piano da 150mila euro di tagli e ripiantumazioni.

Via Caprera e gli altri viali

A far scoccare la scintilla dell’incontro è l’attualità. L’operazione di piantumazione del verde avviata proprio ieri, lunedì 4 novembre, con i primi interventi di taglio di alcuni alberi in via Caprera, in zona tribunale (vedi foto sotto). «Hanno tagliato diverse piante – sottolinea la presidente del circolo bustocco di Legambiente Paola Gandini – gli interventi in via Andrea Costa e via Venezia sono stati sospesi, ma altre piante verranno tagliate in via Arnaldo da Brescia e corso Italia, dove già tempo addietro ne erano state sostituite diverse.
Pare siano alberi malati. Ma quello che contestiamo all’amministrazione, come già detto al tavolo del verde, è la mancata certificazione da parte di un agronomo competente che siano pericolose o malate in modo irreversibile, altrimenti è giusto che rimangano al loro posto. Qui nessuno vuol fare l’ambientalista estremista, ma abbiamo qualche riserva su questa operazione».

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Il problema di fondo

Il tema che pone Legambiente è di sostanza: «Che tipo di città vogliamo? – si chiede Paola Gandini – abbiamo dei viali molto belli. La loro sostituzione può trasformare la città, se s’introducono piante di più semplice gestione ma completamente diverse come resa e immagine, a livello estetico e paesaggistico». Perché i viali di Busto sono dei “landmark”, «un segno indelebile in città. E un patrimonio da tutelare», come fa notare l’architetto bustocco Giovanni Ferrario. Il presidente del Parco Nord di Milano, ed ex vicepresidente di Legambiente Lombardia, Marzio Marzorati, è chiaro: «Alcuni viali di Busto sono magnifici». E traccia una possibile via da percorrere per la loro tutela: «Non bisogna essere ideologici, ma scientifici, attivare progetti partecipativi e avere un’idea di città. Ci vuole un progetto del verde della città». Perché, rimarca Marzorati, «una città come Busto dovrebbe avere un agronomo, dovrebbe fare un censimento del verde, un piano del verde e una classificazione delle alberature, che sono un patrimonio anche economico». Sul censimento la presidente di Legambiente ammette che «c’è stata un’apertura dall’assessore al verde Laura Rogora».

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Il timore è che si possano replicare casi «negativi» come quello di via Togliatti, dove per creare una pista ciclabile sono stati abbattuti 60 alberi. Ma anche i numerosi esempi di cattive potature e capitozzature degli alberi, documentati dall’esperto Raffaele Bonsignori: «La potatura migliore è quella che non si vede. A volte sono soldi spesi male: ad esempio in piazzale Solaro con la stessa somma spesa per una potatura che non serviva si potevano mettere a dimora quattro alberi giovani».

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