BUSTO ARSIZIO – Il tazebao della destra “extraparlamentare” di Busto colpisce ancora: ai Cinque Ponti stamattina, 8 febbraio, è spuntato uno striscione “dedicato” al segretario del Pd Paolo Pedotti e all’Anpi. “Ricordatevi di foibe e gulag”: il messaggio alla vigilia del Giorno del Ricordo del 10 febbraio, in cui si commemora la tragedia delle foibe. Perché proprio Pedotti? È colui che in consiglio comunale ha chiesto la “condanna politica” del post dell’ex dirigente di Fratelli d’Italia Francesco Lattuada con la foto del saluto romano.
La Memoria rinfacciata
Una provocazione alla “Parlateci Di Bibbiano” – rinfacciare i problemi in “casa” di altri per distrarre da quelli della propria parte politica – declinata sulla Memoria delle tragedie del ‘900. Il segretario del Pd di Busto Arsizio Paolo Pedotti in consiglio comunale, rivendicando la propria appartenenza all’Anpi, aveva infatti fatto riferimento all’immagine del saluto romano pubblicata da “Checco” Lattuada sui social proprio il giorno, il 27 gennaio, in cui si celebrava la Giornata della Memoria. «Da parte di chi ha rappresentato i bustocchi in questi banchi – aveva dichiarato in sala esagonale il consigliere Dem – non ci si può aspettare così tanta mancanza di rispetto e ignoranza rispetto al ruolo del fascismo nello sterminio di ebrei, omosessuali e dissidenti politici». In tutta risposta ecco che, da una “manina” ignota, arriva l’invito – a Pedotti e all’Anpi – a «ricordarsi delle foibe e dei gulag». Vale a dire dello sterminio degli italiani di Istria, Venezia Giulia e Dalmazia operato dalla Jugoslavia del maresciallo Tito e di quello dei campi di concentramento dell’Unione Sovietica comunista.
Il tazebao dei Cinque Ponti
Quale sia l’indirizzo (politico) della “manina” che appende striscioni ai Cinque Ponti è abbastanza evidente dai numerosi esempi che negli anni si sono susseguiti, sulla passerella pedonale che da viale Diaz porta verso il Sempione. Tra politica e Pro Patria, la matrice è sempre quella, e guarda “a destra”, per dirla alla Gaber. Ma una destra ribelle. Che scrisse anche “Lega e Fratelli d’Italia traditori della città” ai tempi della cessione del titolo sportivo del Busto 81 al Varese calcio. Oppure “Basta museruole. Lombardi reagiamo” contro le mascherine obbligatorie imposte dal presidente Attilio Fontana e “Mattarella non obietta. Regina Coeli ti aspetta” contro il presidente della Repubblica. Ma anche, più recentemente, “Via i napoletani dalla Pro Patria” ai tempi del passaggio del club dalla presidentissima Patrizia Testa al consorzio Sgai.
