Busto, maltrattamenti al nido comunale: Rogora chiede le telecamere nelle scuole

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BUSTO ARSIZIO – «Quando lo dicevo qualche tempo fa in tanti mi hanno sbranato. Ma quanto accaduto al nido Giannina Tosi ripropone il tema. Negli asili ci vogliono le telecamere di videosorveglianza. Uno strumento a tutela di tutti: dei bambini, ma anche delle maestre». Chi parla è l’assessore leghista alla Sicurezza Massimo Rogora, il quale dopo il caso del nido comunale rimette sul tavolo della maggioranza il tema, che ogni qualvolta spunta fuori crea dibattito e divisioni anche tra i cittadini.

La questione dell’installazione di un sistema di videosrveglianza nei nido e nelle scuole materne era già stata affrontata all’interno della coalizione che governa la città. Anzi arrivò persino in consiglio nel novembre scorso quando fu la consigliera Paola Reguzzoni a presentare una mozione, poi votata, sull’argomento. La leghista in quell’occasione fece presente che il Comune aveva perso il treno di un primo bando regionale ad hoc, ma spiegò che sempre il Pirellone dava l’opportunità di partecipare a un altro progetto per ottenere il finanziamento.

E sulla questione intervenne anche l’assessore all’Istruzione Gigi Farioli, il quale invitò  «a riflettere sulla distinzione tra le telesorveglianza interna e quella esterna che hanno finalità diverse». E aggiunse che i primi nido a essere video monitorati sarebbero stati proprio  il Giannina Tosi e quello di via Espinasse.

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