Busto, uccise la moglie con 34 coltellate: pena scontata di 10 anni in Appello

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BUSTO ARSIZIO – In secondo grado caduta l’aggravante della crudeltà: pena ridotta da 30 a 20 anni per Muhammad Vrapi, oggi 64enne, origini albanesi, che quasi tre anni fa ammazzò la moglie Diana Koni Vrapi a coltellate. L’efferato delitto fu consumato in via Goito a Busto Arsizio. 

Cade l’aggravante della crudeltà

Il gup di Busto aveva condannato il killer, in sede di rito abbreviato, a una pena di 30 anni di carcere. Venerdì 7 febbraio i giudici della Corte d’Appello di Milano hanno ridotto la condanna di 10 anni portando la pena conclusiva da 30 a 20 anni di carcere. In secondo grado a Vrapi non è stata contestata l’aggravante della crudeltà (fatto invece pacifico per il gup bustocco) con conseguente e decisamente significativo sconto della pena. Il motivo? L’orientamento della Corte di Cassazione su fatti analoghi. Il punto non è il numero delle coltellate inferte (34 in questo caso in diverse parti del corpo) ma l’impossibilità di accertare se i fendenti inferti abbiano causato alla vittima un aumento della sofferenza. In breve se Diana fosse morta subito (o in pochi minuti) cadendo dopo i primi colpi i successivi non ne avrebbero accresciuto la sofferenza in quanto già deceduta. Di qui la decisione dei giudici milanesi.

Lei voleva lasciarlo

Vrapi confessò immediatamente di aver ucciso la moglie. E del resto la mattanza che si era presentata davanti agli occhi di soccorritori e forze di polizia non lasciava adito a dubbi. A quanto pare la donna, 52 anni, aveva manifestato la volontà di lasciare il marito dopo aver trovato alcune sue conversazioni in chat. Ne era nato un violento litigio culminato con la violentissima sopraffazione del killer sulla vittima straziata a coltellate.

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