Busto promossa dalla prof. della Bocconi: «La cultura è un investimento che rende»

BUSTO ARSIZIO – Agli Stati Generali della Cultura l’economista dell’università Bocconi, Paola Dubini, prof. di management, promuove Busto, che «ha un’incredibile ricchezza di infrastrutture culturali» e la sua linea di sviluppo attraverso la cultura: «È un investimento certo, che viene massimizzato, perché dell’investimento in cultura nulla viene perso». Concretezza, risposte e crescita sono le tre parole chiave della settima edizione degli Stati Generali, lanciate dalla vicesindaco e assessore alla cultura e identità Manuela Maffioli.

L’intervento della Prof.

La cultura, le parole di Paola Dubini «è un investimento certo, che viene massimizzato, perché dell’investimento in cultura nulla viene perso». Ed è un fattore moltiplicatore di sviluppo, per cui è fondamentale la collaborazione con la Pubblica amministrazione: «Chi non lavora in sinergia con le istituzioni non va da nessuna parte». In sintesi, occorre fare rete, ma farlo bene. Per la prof. Dubini, Busto è una realtà che stupisce: «È incredibile la ricchezza di infrastrutture culturali, non so quante altre città possano vantare così tante sale teatrali oggi».

La mattinata

L’intervento dell’economista della Bocconi ha concluso una mattinata intensa di lavoro, bilanci e programmazione che le circa 80 associazioni e realtà culturali cittadine, coinvolte dall’assessorato alla cultura in sei tavoli tematici, hanno condiviso mettendosi in gioco. In apertura di mattinata, sono intervenuti il sindaco Emanuele Antonelli («la cultura porta ricchezza, anche sul piano economico, e i dati lo confermano»), la presidente del consiglio comunale Laura Rogora («la cultura è il cuore pulsante») e l’eurodeputata Isabella Tovaglieri, oltre all’assessore regionale alla cultura Francesca Caruso con un videomessaggio.

Le parole chiave

L’assessore Manuela Maffioli ha tracciato la linea per il 2024 con le tre parole chiave per la strategia culturale: «Concretezza, risposte e crescita». Ricordando che con gli Stati Generali siamo al settimo anno e ancora cresce la comunità della cultura, cresce la voglia di fare e di migliorarsi, cresce il numero di partecipanti ai tavoli. E tutto questo accade, realmente, a Busto. Questo è concreto, la cultura a Busto è concreta. Concreto l’ascolto, il confronto, il supporto, ma anche la domanda di cultura. La comunità cittadina sta dimostrando che c’è sempre più bisogno di cultura e di bellezza.

I numeri

Lo confermano i numeri, a partire da quelli dei contapersone installati ai Musei e in Biblioteca per monitorare gli accessi agli spazi culturali: al Museo del Tessile 1.808 a ottobre, 1.591 a novembre e 582 a dicembre (fino al 12); a Palazzo Cicogna 1.188 a ottobre, 706 a novembre, 448 a dicembre (fino all’11). Oltre alle attività di Didattica Museale e Territoriale nel 2023 (laboratori e visite guidate con scuole, gruppi organizzati, centri estivi, pubblici speciali, adulti e famiglie): 119 al Tessile, 53 a palazzo Cicogna e 60 sul territorio.

Le risposte

«Ecco che occorre dare risposte concrete a questa domanda, non solo nei termini di un aumento già concreto dell’offerta, ma anche in termini strutturali e di spazi in cui le associazioni possano svolgere le loro attività – sostiene Manuela Maffioli – alcune risposte stanno già arrivando con i cantieri avviati, ad esempio quello delle ex carceri, e quelli che partiranno nell’ambito del PNRR in cui ci saranno anche destinazioni culturali. La cultura farà la differenza tra una città in cui abitare e una in cui vivere». E l’obiettivo è la crescita: «Sia individuale, di arricchimento ed elevazione, sia economica. La cultura porta sviluppo, lo dico dalla prima edizione, ma dobbiamo esserne più consapevoli».

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