Busto, raggiro milionario a donne fragili: via al processo. Due parti civili

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Il Tribunale di Busto Arsizio, primo in Italia ad applicare le norme della "giustizia riparativa"

BUSTO ARSIZIO – Prima udienza oggi, lunedì 13 novembre, per il processo che vede gli imputati accusati Gioacchino Fera, 53 anni, residente a Varese, infermiere, Giuseppe Santuccione, residente a Cepagatti in provincia di Pescara e Andrea Luraschi, 34 anni, di Venegono Superiore, architetto, di aver messo a segno un raggiro da oltre un milione di euro ai danni di due donne definite dagli inquirenti sole e psicologicamente fragili.

Due parti civili

Il giudice del Tribunale di Busto Arsizio Cristina Ceffa ha ammesso la costituzione di due parti civili. Quindi il fascicolo è stato assegnato alla collega Daniela Frattini che lunedì prossimo, 20 novembre, aprirà il dibattimento con deposito elenco testi e prove.

Le accuse

Il “trio” è accusato di aver raggirato donne sole e fragili psicologicamente spogliandole dei loro averi attraverso «condotte manipolatorie»: una delle due vittime presunte, di Busto Arsizio, è stata depredata tra il 2016 e il 2018 del patrimonio ereditato e attualmente vive in condizioni di indigenza, aiutata dai servizi sociali, mentre per l’altra, di Induno Olonagli arresti avrebbero sventato ulteriori spoliazioni. Secondo gli inquirenti i tre avrebbero sottratto oltre un milione di euro.

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