BUSTO ARSIZIO – È un rumor che circola negli ambienti politici, ma la “bomba” l’ha sganciata – forse inconsapevolmente – Ninetto Pellegatta, 91enne “padre nobile” del Circolo “Almirante” di Fratelli d’Italia che una settimana fa è andato a congresso cittadino: «Leggo che Orazio Tallarida e Laura Rogora guardano con interesse a Fratelli d’Italia, sono due persone valide: se venissero sarei contento» le dichiarazioni dello storico esponente di MSI, AN, PdL e FdI (tre volte deputato e per 44 anni consigliere comunale) riportate sul quotidiano “La Prealpina”. Il 23 marzo però è in programma il congresso di Forza Italia, partito di cui Laura Rogora, presidente del consiglio comunale, è commissario e Orazio Tallarida “capo corrente” oltre che capogruppo in consiglio comunale. E quindi: cosa faranno i due rappresentanti eletti degli Azzurri a Busto Arsizio?
Rebus congresso
In questo momento la situazione in vista del congresso dei “Berluscones” è di stallo totale. La corsa ai tesseramenti ha prodotto, di fatto, una spaccatura tra il gruppo legato a Tallarida e Rogora e quello che si è venuto a formare attorno all’ex assessore Alberto Riva, anche se la mappa della sezione azzurra di Busto Arsizio è ancor più frastagliata, per via l’ingresso del gruppo di Libertas e di quello del movimento L’Italia c’è di Gianfranco Librandi, che in città ha come portabandiera l’ex sindaco Gigi Farioli. Ad oggi, però, nessuna quadra, al di là dei nomi circolati per la candidatura a segretario: lo stesso Riva su un fronte e l’attuale componente del direttivo cittadino Stefania Natoli sull’altro, oltre a possibili figure di mediazione come l’ex coordinatore ed ex assessore Alessandro Chiesa e lo stesso Farioli. La data dell’assise cittadina si avvicina, ma i punti di domanda su come andrà la partita sono ancora tutti aperti, nonostante l’input arrivato dal coordinamento regionale sia stato quello di giungere ad una candidatura unitaria. Proprio come al congresso dei “Fratelli”. Ma la sintesi, in casa forzista, ancora non c’è.
L’ipotesi: un terremoto

L’ipotesi di una possibile fuoriuscita di Rogora e Tallarida in direzione Fratelli d’Italia però rappresenterebbe un vero terremoto politico. Anche perché svuoterebbe il gruppo consiliare azzurro andando a rafforzare ulteriormente la squadra dei “Fratelli”, che a palazzo Gilardoni esprimono il sindaco Emanuele Antonelli, da sempre – personalmente – vicino all’accoppiata Rogora-Tallarida. Che gli attuali vertici cittadini non siano propriamente “in bolla” con la segreteria provinciale peraltro non è una novità, dopo che alle elezioni provinciali la candidatura di Tallarida non era stata sostenuta, ma è un addio che avrebbe del clamoroso, perché in particolare Orazio milita in Forza Italia sin dal 1994, quando Silvio Berlusconi costituì il movimento allora pensato come comitato elettorale all’americana, ed è rimasto ben saldo al suo posto, con la bandiera tricolore degli Azzurri in mano (la sua storica, con tutte le firme raccolte in giro per l’Italia, continua a custodirla gelosamente), anche nel momento più buio del post-inchiesta Mensa dei Poveri, con il partito in provincia di Varese decapitato e la candidata alle europee Lara Comi in campo con la pesante ombra dell’indagine che poi la toccò in prima persona. Ora la “benedizione” del Ninetto preluderà davvero a qualcosa?
Forza Italia, separati in casa alla conta delle tessere: a Busto è rebus congresso
