Busto, strade invase dai Tir: scatta la petizione. Berutti (Pd): «Blindiamole»

BUSTO ARSIZIO – Fuori i Tir dalla città, i cittadini non ne possono più e Legambiente dà il via ad una petizione. «Servono divieti di attraversamento della città» sostiene la presidente del Cigno Verde Paola Gandini. Via Quintino Sella e viale Sicilia, ma anche l’asse Alfieri-Pirandello, sono i casi limite della convivenza impossibile con le zone più vissute della città, ma sono diversi i quartieri che protestano contro il rumore e la pericolosità  dei mezzi pesanti. E Cinzia Berutti, consigliera comunale del PD, lancia la proposta: «Blindiamo le strade del centro abitato per determinate tipologie di veicoli».

La riunione

Al salone dell’oratorio del Redentore si fa sentire la protesta contro i Tir che invadono la città. A condurre la serata ci sono Legambiente, con la presidente del circolo Busto Verde Paola Gandini, e Marco Fardelli, socio Fiab ed esperto promotore della mobilità ciclistica. Una serata che prende le mosse dal fatto che in diversi quartieri si è percepito un sensibile aumento di traffico pesante, come spiega Gandini. Sul banco degli imputati ci sono i due poli intermodali a nord e a sud della città (Hupac al confine con Gallarate e Malpensa Distripark in zona industriale a Sacconago), ma sul tavolo c’è anche già una possibile soluzione. È il modello Lodi, città che «ha istituito vincoli sull’attraversamento dei Tir facendo in modo che facciano dei giri più esterni».

Le preoccupazioni

Le testimonianze sono molteplici. Rumore e rischi per chi attraversa le strade e per chi le percorre in bicicletta sono le preoccupazioni principali. In viale Sicilia c’è chi esce con la carrozzina della bambina al mattino e ha paura, in via Sella chi prega alla cappelletta  al bivio per tutti i camion che passano. «In via Piombina attraversare la strada per gli ospiti e gli operatori di Anffas è sempre più difficile – rivela l’ex presidente Anffas Igino Portatadino – e in mezzo a largo Crivelli c’è una buca e quando passano le bisarche vuote il frastuono è pazzesco». Tutti si lamentano del rumore continuo dei Tir, giorno e notte, e si chiedono perché non possano girare al largo, fuori dai quartieri più densamente abitati. «Non possono essere i cittadini a farsi carico dei risparmi di tempo di percorrenza dei mezzi pesanti che attraversano il centro abitato. È un problema da affrontare, altrimenti non lo risolveremo mai – rimarca l’architetto Fardelli – le strade sono sempre le stesse, ma il carico è più elevato e non in grado di sopportare quel traffico. Una situazione incontrollabile dall’amministrazione e intollerabile dai cittadini».

La tangenziale che non c’è (più)

C’era una volta la Tangenziale a quattro corsie, che a Busto chiamavano “secante” e che avrebbe tagliato in due proprio il Redentore, per collegare lo svincolo della superstrada di Beata Giuliana con la zona industriale di Sacconago. Ipotesi già stralciata dal Pgt del 2014 (al suo posto, la “spina verde” con una normale strada a due corsie) e in prospettiva rimpiazzata dalla variante alla 341 di Samarate che, collegando la futura “bretella di Gallarate” (tra la Pedemontana e la superstrada 336) allo svincolo di Vanzaghello della stessa 336, dovrebbe rappresentare un’alternativa per i mezzi pesanti che oggi intasano l’asse tra via Sella, viale Trentino, via Togliatti e viale Sicilia. Ma ci vorranno ancora anni per completare l’opera. Intanto però il polo intermodale di Sacconago si sta ampliando e «l’unica compensazione ottenuta – fa notare Paola Gandini – sarà un parco vicino alla chiesa della Madonna in Campagna».

Le risposte della politica

La politica ascolta i cittadini. E poi prende la parola. Per Cinzia Berutti (Pd) «le soluzioni esistono, l’amministrazione deve prendere in mano la situazione e blindare le strade del centro abitato per determinate tipologie di veicoli. Devono transitare sulle arterie esterne». E, rispetto alle istanze di chi va in bicicletta a suo rischio, Berutti ricorda anche che l’amministrazione «ha pagato 90mila euro per il Pums e non lo ha nemmeno portato in discussione». In sala, a prendere appunti per l’amministrazione comunale, c’è anche il consigliere delegato alla viabilità Alex Gorletta: «Non è facile contemperare le esigenze dei cittadini con quelle del mondo produttivo, e pensare di blindare il traffico non è così semplice, ma è un’ipotesi che si può valutare e discutere. Il modello Lodi? È più piccola di Busto e ha una tangenziale che Busto non ha. E sappiamo che per realizzare soluzioni strutturali alternative, come la variante di Samarate ma anche le strade previste nel Pgt per spostare verso l’esterno il traffico del polo intermodale di Sacconago, i tempi sono lunghi mentre i cittadini chiedono risposte subito».

Troppi mezzi pesanti diretti al terminal di Sacconago: i quartieri dicono «basta»

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