BUSTO ARSIZIO – Si svela l’ex carcere di via Borroni restaurato con i fondi del Pnrr. È la prima opera realizzata con i finanziamenti europei (1,76 milioni su una spesa complessiva di 2,35 milioni) che arriva al taglio del nastro: dal mese di aprile sarà parte integrante del polo culturale, con aule per lo studio, la lettura, le mostre e le conferenze e un caffè letterario al piano terra. «Era uno spazio di privazione della libertà, ora rinasce diventando il suo esatto contrario – rivela l’assessore alla cultura Manuela Maffioli – ospitando cultura, bellezza e sapere diventa spazio di libertà».
I “sassolini” del sindaco

Tutto pronto per l’inaugurazione, in programma domenica 22 marzo alle 11.30. «La prima, tra le opere del Pnrr, di una lunga serie – fa notare il sindaco Emanuele Antonelli – dopo la caserma dei carabinieri, è la seconda delle incompiute su cui andavano a fare i tour in bicicletta. Ora farebbero meglio ad andare in tour in altre città, come Gallarate, perché noi, a parte la sola villa Radetzky, le incompiute storiche le stiamo sistemando tutte. Da qui a fine anno il Palaginnastica e il Conventino e poi anche l’ex Borri, che è fuori dal Pnrr ma partirà presto». Il primo cittadino rimarca anche che «si faranno le inaugurazioni in questi mesi non per campagna elettorale come dirà qualcuno, ma per via delle scadenze del Pnrr».
Cantiere in tempo

Marzo 2026, poi spostata a giugno, ma probabilmente si arriverà a fine anno: questo il countdown dei progetti finanziati con i fondi post-Covid dell’Unione Europea. «Ma qui il cantiere è finito prima del tempo, nonostante si tratti di un immobile soggetto alla Soprintendenza con tutte le problematiche del caso – sottolinea Antonelli a proposito dell’ex carcere – questo grazie ad un team che funziona, tra gli uffici comunali e l’impresa Vecchierelli Restauri che ha realizzato i lavori con passione». Era il 2023 quando prese il via il cantiere, con la performance “Get Out” degli Urbansolid ricordata dall’assessore alla cultura Manuela Maffioli. «Già allora era in nuce la lettura culturale della rigenerazione». Dai primissimi giorni di aprile – «ma non sarà un pesce…» sorride l’assessore – la struttura sarà operativa e diventerà parte integrante della Biblioteca, con gli stessi orari di apertura e una persona dedicata.
Il sopralluogo
Il risultato, per il sindaco, è «meraviglioso». Anzi, di più: «Emozionante – aggiunge Antonelli – soprattutto per chi come me ricorda ancora i detenuti dietro le grate quando si passava da qui. E i nuovi spazi ricordano tantissimo quello che era una volta il carcere». La struttura, che risale al 1851, è chiusa dal 1984, ovvero da quando fu aperta la nuova Casa circondariale di via per Cassano. E uno dei punti di forza del restauro sono proprio i dettagli dell’epoca mantenuti intatti: il poster della mitica Nazionale di Bearzot che vinse i mondiali di Spagna ’82 e quelli delle riviste osè, i graffiti dei detenuti sulle pareti delle celle e quelli rispuntati dall’800, il telefono a disco sulla parete e il grande affresco a colori del salone dell’ex chiesa-scuola al secondo piano che al sindaco ricorda vagamente – «ma so che è una bestemmia» – il Cenacolo di Leonardo.
Elementi e arredi

Il restauro – guidato dalla Soprintendenza e «ispirato dal lavoro di tanti architetti e storici del territorio che da tempo riflettono su questo edificio», come ricorda l’architetto Rolando Pizzoli che ha collaborato per la parte storica – ha imposto di «mantenere gli spazi com’erano, con locali angusti e due celle rimaste esattamente com’erano», conservando molti elementi originari. I portoni, le grate, la botola del sottotetto. Il tutto completato con «arredi individuati attraverso un fornitore specializzato in musei e biblioteche con caratteristiche tecniche specifiche, ma anche esteticamente gradevoli – fa sapere l’assessore Maffioli – tavoli, sedie, poltrone e pouf confortevoli per tutti, ma anche pannelli fonoassorbenti per non disperdere il rumore, binari per esposizioni, una sala conferenze». E in prospettiva, rivela Maffioli, anche all’ex carcere potrà essere esteso il patto di corresponsabilità con i giovani per l’utilizzo serale degli spazi come già succede in Biblioteca.
L’inaugurazione

Appuntamento fissato per domenica 22 marzo alle 11.30. Dopo il taglio del nastro ci sarà l’apertura al pubblico, con visite guidate nel pomeriggio (quattro turni, il primo alle 15 e l’ultimo alle 18, su prenotazione). Dalle 10.30 in sala Monaco verrà proiettato in loop il docufilm del 2023 “Il presente del passato” di Clemente Pollastro e Arnaldo Boniello, realizzato con la Polizia penitenziaria da un’idea della comandante Rossella Panaro all’interno del vecchio carcere, mentre dalle 16 verrà proiettato il materiale fotografico realizzato da Photo Andreella sull’ex carcere prima del restauro e nel cortile di palazzo Cicogna sarà esposta la mostra fotografica “Ex carceri austriache: storia di un luogo” a cura di Claudio Argentieri (AFI). Per l’occasione sarà allestito anche un presidio della Polizia Penitenziaria con la possibilità di ottenere informazioni e materiale sullo storico edificio. «Sono rimasta molto colpita in senso positivo da questa iniziativa – ammette la direttrice del carcere di via per Cassano Elisabetta Palù – è bellissimo che un edificio storicamente di valore possa essere recuperato e diventi luogo deputato a spazio culturale e di istruzione. Anche nell’ordinamento penitenziario l’istruzione è uno degli elementi essenziali del trattamento».
Le interviste
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